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Quarto posto e giochi di prestigio

18/01/2011 alle 09:16.

LEGGO - Ranieri, dopo l’impresa di Cesena, ha detto: «La qualità ha fatto la differenza». E, ancora una volta, avrebbe fatto meglio a contare fino a dieci prima di esprimersi. A Cesena la differenza l’hanno fatta arbitro e guardalinee, con la straordinaria collaborazione di Pellegrino, che ha messo dentro la sua porta un pallone innocuo al termine di un’azione viziata da due fuorigioco (Adriano e Simplicio)

LEGGO -
Ranieri, dopo l’impresa di Cesena, ha detto: «La qualità ha fatto la differenza». E, ancora una volta, avrebbe fatto meglio a contare fino a dieci prima di esprimersi. A Cesena la differenza l’hanno fatta arbitro e guardalinee, con la straordinaria collaborazione di Pellegrino, che ha messo dentro la sua porta un pallone innocuo al termine di un’azione viziata da due fuorigioco (Adriano e Simplicio). Per il resto non ricordiamo altre qualità messe in luce. Ricordiamo Borriello in panca. Detto questo, il quarto posto attualmente virtuale della Roma (l’Inter deve recuperare due partite), andrebbe riletto con l’attenzione che merita. Per la prima volta nella storia della società il rapporto danni-regali arbitrali è positivo.

Come se il Palazzo, storicamente ostico ai giallorossi, avesse preso a cuore i crucci di Unicredit, la difficoltà di rendere appetibile a eventuali acquirenti un club fuori dall’Europa. Ricordiamo, dopo la catastrofe di Brescia, le sviste che hanno portato punti con Catania (gol di Borriello su assist di Riise dopo che la palla era uscita, gol di Vucinic in fuorigioco), Bari (gol di Juan in fuorigioco) e Lecce (secondo gol di Vucinic in fuorigioco). L’unica qualità di questi episodi è la cattiva qualità del settore arbitrale. Altri punti sono arrivati con la qualità del lato B: col Milan la palla batte su uno stinco di Borriello, con il Catania Borriello svirgola e la palla d’effetto entra in porta. Tutto questo per dire che l’ipotetico quarto posto che rischia di illudere i tifosi romanisti, è costruito su fondamenta di sabbia (la squadra non ha un gioco in grado di esaltare una rosa da vertice) e il futuro resta nebuloso, perché l’unica vera abilità del tecnico è nel litigare con tutti i giocatori e demolire lo spogliatoio. In queste qualità, bisogna ammetterlo, Ranieri non fa soltanto la differenza. È da coppa del mondo.