IL ROMANISTA (D. GALLI) - Cartellino giallo. La tessera del tifoso, così comè, non va. Lo ha stabilito ieri il Garante per la privacy. Chi aderisce al programma della tessera del tifoso - ha stabilito lAuthority deve essere informato in modo chiaro e dettagliato sulluso dei dati personali forniti al momento della sottoscrizione
E inoltre deve essere messo in condizione di poter scegliere liberamente se autorizzare luso di questi dati anche per finalità di marketing e pubblicità.
Il problema non è la rintracciabilità del tifoso tesserato attraverso il dispositivo a radiofrequenza, lrfid. Perché, come spiega il Garante, questo è "leggibile" ad una distanza non superiore a 10 centimetri dai lettori posizionati ai tornelli di ingresso dello stadio. Quindi, è assolutamente impossibile che un tifoso possa essere, come invece temeva qualcuno, a distanza.
No, sotto il profilo della privacy la vera carenza è altrove. LAutorità, nel suo provvedimento, ha stabilito che «le società sportive dovranno migliorare linformativa da dare ai tifosi, mettendo ben in evidenza i trattamenti di dati che non richiedono il consenso, perché connessi al rilascio della tessera, e quelli che possono essere effettuati solo su base volontaria e con un consenso ad hoc (marketing, profilazione, invio di comunicazioni commerciali)».
Il Garante non si limita ad ammonire i club (e di riflesso il Viminale, che ha partorito il progetto). Detta anche la strada da seguire per correggere i vizi originari. «Ai tifosi - si legge nel provvedimento - dovrà infatti essere sempre garantita la possibilità di poter esprimere esplicitamente il loro "no" alluso dei dati per finalità di marketing. Nellinformativa dovrà essere inoltre ben specificato che i dati anagrafici dei possessori delle tessera vengono comunicati alle questure allo scopo di verificare lassenza di provvedimenti (Daspo, misure di prevenzione, sentenze di condanna per reati cosiddetti da stadio) che ostacolino il rilascio. I tifosi, infine, dovranno essere informati sulle caratteristiche dei trattamenti effettuati tramite la tecnologia rfid».
Linvito dellAuthority a intervenire quanto prima ha fornito un assist a chi ha da sempre criticato il progetto della tessera del tifoso. Come i Radicali Italiani. Accusano il segretario Mario Staderini e il senatore Marco Perduca: «Grazie al Ministero dellInterno, i 700 mila italiani che hanno sottoscritto la tessera sono stati ingannati circa il trattamento dei loro dati personali ed esposti a ricevere marketing e pubblicità senza consenso. Per il giubilo delle banche che in questi mesi li hanno usati per piazzare i loro prodotti ». Ricordano Staderini e Perduca: «Da tempo denunciamo che il "metodo Maroni" è contro la legge. Per questo proseguiremo nei tribunali la lotta per smontare una legislazione demergenza che non risolve i problemi e mette a rischio le libertà di tutti».




