Società, le offerte in arrivo dall’estero

16/10/2010 alle 11:27.

CORSERA (D. BERSANI) - «Il club messo in vendita da Unicredit ha ricevuto una dozzina di manifestazioni d’interesse dagli investitori, comprese le offerte provenienti da Stati Uniti, Cina, Russia e India». Il cartello «vendesi» sulla Roma è finito in bella mostra anche sulla prima pagina del «Financial Times». È tempo di stime e sondaggi, esplorazioni iniziali e «information memorandum»: la complessa operazione per la



«Non esiste alcuna trattativa in corso», ha puntualizzato Compagnia Italpetroli, la holding della famiglia Sensi, specificando che la procedura andrà avanti secondo tempi e modalità stabilite, come da accordi ratificati con la banca il 26 luglio scorso. La Roma ha una capitalizzazione di mercato di 140 milioni di euro e secondo il prestigioso quotidiano economico britannico raggiungerà una valutazione oscillante tra i 170 e i 200 milioni. C’è un ostacolo non trascurabile, tuttavia, per i potenziali acquirenti stranieri: è la costruzione del nuovo stadio, il cui testo di legge giace in attesa di approvazione alla Camera, dopo esser passato al Senato. La tempistica della cessione è un fattore decisivo per il futuro anche prossimo della società, soprattutto perché il bilancio è notevolmente peggiorato.



La società di revisione «Bdo» ha stilato una certificazione dei conti aggiornata al 30 giugno 2010 che evidenzia una perdita netta consolidata di 22 milioni, rispetto al passivo di 1,56 milioni al 30 giugno 2009, dopo proventi netti e plusvalenze di calciomercato per 19 milioni (16,4 nel 2009). Il patrimonio netto consolidato è negativo per 13,2 milioni e anche i debiti finanziari sono aumentati: 8,5 milioni, rispetto alla situazione positiva di 20,8 milioni del 2009.



La Roma, inoltre, paga in ritardo calciatori e fornitori: al 30 giugno c’erano oneri scaduti per 16,8 milioni. Una sfilza di cifre resa ancor più allarmante dalla proiezione del CdA della società, che già prevede nella sua relazione una «significativa perdita di esercizio» anche quest’anno - nonostante il ritorno in - a causa del costo dei tesserati, della riduzione delle plusvalenze e degli effetti sfavorevoli della norma sulla vendita collettiva dei diritti televisivi, rendendo quindi necessarie eventuali operazioni di finanziamento per far fronte al negativo andamento d’esercizio.

Ricapitalizzare o vendere, dunque, come rileva il socio di «Bdo» Felice Duca, asserendo che «in assenza di eventi di carattere straordinario, serviranno operazioni di trading per i calciatori». Il nuovo padrone dovrà formulare alla svelta un’offerta vincolante, insomma, contestualmente alla creazione della Newco. Altrimenti i pezzi pregiati della squadra partiranno.