Rosella tra saluti e contestazioni: «Lascio una società da vertice»

29/10/2010 alle 11:12.

IL MESSAGGERO (S. CARINA) - Una strana atmosfera. L’assemblea dei soci della Roma di ieri, più che la consueta riunione per approvare il bilancio al 30 giugno del 2010 (21.917.291,57 euro di perdite), con il passare dei minuti si trasforma in un commiato di Rosella Sensi. Il 3 novembre, termine entro il quale i soggetti interessati all’acquisto del club (si spazia da gruppi stranieri - sviz

E proprio su cosa attenderà la Roma nei prossimi mesi vertono le domande dei soci. Singolare che al quesito - «C’è qualcuno interessato alla relazione di bilancio?» (che verrà poi approvata con il 99,97% dei sì, ndc) – nessuno dei presenti alzi la mano. C’è voglia di parlare, di far sentire la propria voce. Dà il via agli interventi, il socio Angeletti che fa presente come dal bilancio sia «sparito il giallo e rimasto solo il rosso. Quasi 22 milioni di euro di passivo non sono un’inezia». Singolare l’intervento del signor Grotti: «Lunedì sono tornato da Lourdes. Credo molto agli angeli custodi ma come prossimo proprietario non vorrei nessuno che sia una derivazione di angeli e fiori». Chiaro il riferimento a Fioranelli, Angelini e Angelucci. Duro (e maschilista) l’avvocato Pizzicaria: «Per me la Roma è finita con la morte di Franco Sensi. Ci vuole un presidente uomo e un vero . Mi auguro che il prossimo proprietario non sia italiano, non parli la nostra lingua e faccia piazza pulita». Interviene ironicamente la Sensi: «E che sia un uomo…». Pizzicaria ribatte: «Chiaro, ma se lei si travestisse come tale, andrebbe bene». E’ il turno del socio Leoni, critico sulla gestione del vivaio - «Possibile che l’ultimo giovane di valore sia stato Aquilani?» - convinto sostenitore del marketing legato ai biscotti – «Ma perché non si associa il marchio-Roma ai Gentilini come il Lione fa con l’acqua minerale?» - e perplesso sullo stadio: «Ho scritto al sindaco Alemanno e alla presidente Polverini proponendo come zona quella di Malagrotta». A dir poco pepato, invece, l’affondo del signor Palma: «Siamo stanchi dei suoi giochini – rivolgendosi alla Sensi - Non l’ho denunciata e portata in Tribunale per la vendita di Trigoria solo per non affossare la Roma».

La presidente perde la pazienza«Prima che la sottoscritta vada via, si prenderà una bella querela». Sulle altre domande, risponde la dottoressa Mazzoleni: «Non è possibile fare stime sulle perdite del prossimo bilancio, anche perché molto dipenderà da quale sarà l’esito della stagione. Per quanto riguarda lo stadio, la società è determinata ad andare avanti e se non lo sta facendo ora non è per carenza di fondi ma perché in attesa della norma di riferimento». E’ il momento dei saluti. Tocca nuovamente alla Sensi: «Ringrazio di cuore chi ci ha sempre seguito. A presto». Più che un arrivederci, però, somiglia ad un addio.