C´era una volta la sfida scudetto

25/09/2010 alle 11:40.

LA REPUBBLICA (A. DI MARIA, A. SORRENTINO) - Lì sul tavolo della conferenza stampa c´è un pallone. Rafa lo prende in mano, lo indica. E pronuncia una frase terribilmente eversiva: «La cosa più importante, per noi, è questo affare qui. Il pallone. A noi interessa solo giocare a calcio. Tutto il resto rimanga fuori», e ti aspetti che inizi a lanciarlo in aria facendo festa, come il Grande Dittatore di Chaplin.

Bella forza. Rafa Benitez negli ultimi sei anni ha allenato in Inghilterra, cioè più o meno su Plutone, dove si pensa davvero solo al pallone e non si ciancia mai di arbitri o di designatori, figurarsi di moviole in campo o di fuorigioco da dieci centimetri pescati solo al quarto replay, ah allora è uno scandalo. E perché adesso Rafa allena l´Inter, cioè gli imbattibili dal 2006 in qua. Non li ha mai piegati neppure la Roma, avversario di oggi e di ieri. Più ieri che oggi, a giudicare l´inizio di stagione. Già stangata il 21 agosto in Supercoppa italiana, la squadra di Ranieri è a -8 dopo 4 giornate, stasera ritrova e ma non avrà Julio Sergio in porta: al suo posto , che proprio nell´1-3 di agosto ebbe pesanti responsabilità. Per forza che Benitez vorrebbe pensare solo al pallone: quando ce l´hanno tra i piedi Eto´o e Sneijder, e con Milito e che stanno ricominciando a trattarlo come sanno, non c´è avversario che tenga, anche se l´assenza di Samuel (oltre a quelle di Zanetti e Materazzi) potrebbe togliere fuoco al reparto difensivo. Claudio Ranieri è dolorosamente consapevole della situazione: «Non partiamo alla pari. L´Inter è una corazzata, da anni detta legge in Italia e in Europa. Per giunta è in grossa salute. Noi siamo invece convalescenti, un malato che si sta riprendendo. Chi segue la Roma sa quali problemi abbiamo avuto».

La tentazione di trasformare Roma-Inter in un´ordalìa è affiorata qua e là, in questa brevissima (per fortuna) vigilia dell´ennesimo scontro. Ma i due allenatori spengono ogni fuoco preventivo. Benitez, confermando di aver vissuto dal 2004 in un mondo di alieni, addirittura osa: «Quando vedevo la serie A dall´Inghilterra mi colpiva la personalità degli arbitri. È l´occasione giusta di confermare il vostro buon livello nelle direzioni», (ed è il momento in cui viene il dubbio: ma ci stesse prendendo in giro?). Ranieri si rivolge al settore arbitrale e le sue parole hanno l´aria di voler essere un Canadair sugli incendi appiccati la sera di Brescia: «Ho fiducia nel calcio pulito, nel calcio in cui ci si può sbagliare. Hanno sbagliato, l´hanno riconosciuto, andiamo avanti». Chissà se basterà. Per inciso, l´arbitro sarà Morganti. Ha vinto la concorrenza di Tagliavento e Rizzoli, entrambi reduci da brutte avventure con l´Inter. Ma Morganti non convinse neppure lui nel Roma-Inter di campionato, quindi non se ne esce. Meglio parlare di calcio, dice Benitez: «Più del contorno mi interessa cosa faranno o , cioè i nostri avversari più pericolosi, e di come noi potremo imporre il nostro gioco. Dovremo essere bravi nel possesso palla come contro il Palermo e attuando il pressing mostrato contro il Bari. Non è la mia Inter, è l´Inter dei giocatori e del club. Qui hanno lavorato bene Cuper, Mancini e Mourinho prima di me». Ecco perché Ranieri osserva: «Benitez è un numero uno, come Mourinho. Magari la differenza è che con Rafa ci sono toni più bassi».

Però diffidate dalla paciosità di Benitez, ogni tanto col sorriso da zione molla delle frecciatine da intenditori che arrivano un attimo dopo, come quando gli ricordano che Mourinho qui a Roma vinse 4-0: «Ah sì? Bene». Pausa, poi con espressione noncurante: «Ma scusate, non ricordo l´ultimo Roma-Inter quanto è finito… Ah, 2-1 per la Roma, eh? Beh, speriamo di fare meglio».