IL ROMANISTA (C. ZUCCHELLI) - Fischi, ma nemmeno tanti. Soprattutto incredulità. I tifosi della Roma non sanno «davvero più che pensare». Appuntamento con la prima vittoria ancora rimandato, ennesimo pareggio contro una squadra che, se va bene, lotterà per salvarsi, altri due gol incassati. «Altri per dirla con le parole di un ragazzo in Montemario tre giorni di merda». Quelli che separano la Roma dalla gara di Brescia. E pensare che la giornata, allOlimpico, sembrava di festa. O per lo meno lo era stata fino al novantesimo. Settimo minuto del primo tempo, la storia di Marco Borriello a Roma inizia a tutti gli effetti. La Curva gli tributa tanti applausi, mai quanti al Capitano. E lui, insieme a Ranieri, il vero protagonista di giornata.
si fann osentire giusto per qualche secondo. Quando la Roma entra in campo per il riscaldamento, sono solo applausi. La gente romanista capisce il momento, nessun fischio, nessuna contestazione. Solo amore. Tanto. Non è nulla, però, in confronto a quello che succede quando in campo entra Ranieri. Giacca e cravatta, il primo sguardo è proprio per quella Curva che gli tributa unovazione. Vera, dicuore. Gli applausi durano qualche minuto, poi si torna a cantare. Contro la tessera del tifoso, leit motiv ininterrotto di tutta la giornata. Roma, Roma, Roma, inizia la partita. Prima però cè un minuto di silenzio per ricordare il soldato morto in Afghanistan: arriva qualche fischio, poi solo silenzio e applausi. In Curva non ci sono striscioni, i primi minuti non si canta.
Ma al 7 segna Borriello, corre sotto la Curva. Che risponde, finalmente con forza: Forza Roma Alé. La partita continua: Totti prende la traversa, Adriano mima il movimento del pallone a Cicinho, il popolo della Roma applaude il suo numero 10. E canta Cè solo un capitano. Daltronde, i tifosi della Roma non lo hanno mai abbandonato. Così come Ranieri. Bastava fare un giro davanti ai cancelli o al bar per accorgersene. Catenaccio è la parola più ricorrente, la conferenza del mister è largomento del giorno. Cè addirittura chi propone di farne unapplicazione per I Phone. Barba lunga, tatuaggi sulle braccia e maglia di De Rossi, il ragazzo che lancia lidea avrà sui 25 anni. A un amico, mentre aspetta una pizzetta rossa «ben calda» dice: «Mi voglio scaricare realtà detto da Ranieri e metterlo come suoneria del telefono». Lamico ride, lui conferma: «Guarda che non sto a scherza. Sai quanti se la scaricherebbero?». Entrano allo stadio cantando di giorno e sera, alza al cielo la bandiera, che è lo stesso coro che la Curva canta al momento della sostituzione di De Rossi per Brighi. Anche per Daniele tanti applausi, poi è di nuovo contestazione contro la tessera. A spezzare il coro Io non mi tessero arriva lautogol del Bologna e labbraccio, sempre più forte, dello stadio alla sua squadra. E anche a Rubin, che si becca anche un coro, Olé Olé Olé, Rubin, Rubin, prima di Campo Testaccio. Sembrava dover finire così, con la squadra un po più serena e con i suoi tifosi a gridare Forza Roma a tutto spiano con la bandieretta in mano. E invece, ancora una volta, questa Roma viene punita. Al secondo gol di Di Vaio piovono fischi, ma è un attimo. Dopo è di nuovo silenzio. La cosa peggiore che potesse succedere, oltre al pareggio.