Vucinic: "Pochi al mondo come noi"

13/04/2010 alle 09:06.

CORSERA - Una cooperativa del gol, che dimostra tutta la bontà del lavoro di Claudio Ranieri. La Roma che domenica pomeriggio ha scavalcato l’Inter in testa al campionato ha segnato 59 gol e li ha distribuiti bene: 15 marcatori diversi, con Vucinic miglior cannoniere con 11. A corredo del fatto, non sempre riconosciuto, che Ranieri fa anche giocare un bel calcio alle sue squadre c’è la suddivisione dei gol nei tre settori del gioco: 31 gol segnati dagli attaccanti (Vucinic 11, Totti 10, Toni 5, Julio

Rispetto alle altre due contendenti per lo scudetto, la Roma è la squadra più equilibrata nella divisione dei gol. L’Inter, che ha segnato 63 gol, record del campionato, è più dipendente dai suoi attaccanti: 41 gol, contro i 14 dei centrocampisti e gli 8 dei difensori. Quasi completa la dipendenza del Milan dai suoi attaccanti, che hanno segnato 43 reti su 54 complessive (più 5 gol dei centrocampisti, 5 dei difensori e un autogol). Non tutti i gol, però, sono uguali. Quelli di Mirko Vucinic, ad esempio, in questo campionato sono stati pesantissimi. Con 11 reti (in 30 presenze) è undicesimo nella classifica marcatori, ma i suoi gol hanno portato 17 punti in classifica alla Roma. Tutti e 11 sono stati influenti sul risultato finale. Vucinic ieri ha parlato a lungo, impegnato in promozioni dello sponsor, tra il campo di gioco della Spes Artiglio e il Nike Store di via del Corso. A chi gli ha chiesto di segnare tre gol nel derby ha fatto il modesto: «Me ne basterebbe uno, ma importante».

IL SEGRETO DEL RECUPERO — A fine novembre tra Inter e Roma c’erano 14 punti di distacco — è stato uno solo e Vucinic lo sa bene: «Poche squadre al mondo avrebbero fatto quello che abbiamo fatto noi: raggiungere l’Inter e addirittura superarla. L’importante è continuare così e avere la testa giusta, quella che abbiamo avuto negli ultimi mesi. La forza è venuta dal nostro gruppo, che ci ha tirato fuori dai guai. Adesso nello spogliatoio si respira un’aria frizzante. Il derby? Non dobbiamo guardare la classifica perché nel derby non c’è mai una squadra più favorita dell’altra. Nei derby si parte sempre alla pari». E il futuro? E la corte di Manchester United, Manchester e Bayern Monaco? «L’unica cosa che penso è finire questo bellissimo campionato. Poi si vedrà. Ma io ho sempre detto che a Roma sto bene». E con un figlio in arrivo, a ottobre, c’è ancora più voglia di non spostarsi.