
IL ROMANISTA (G.PIACENTINI) - Dieci minuti. Esattamente quelli trascorsi tra il gol di Vucinic, era il 19 del primo tempo, e quello a Milano di Thiago Motta al 29. Dieci minuti in cui la Roma si è ritrovata in testa al campionato, tanto per vedere leffetto che fa in attesa delle ultime sei giornate. Non succedeva dal 18 maggio 2008, giorno di Catania-Roma, e guarda caso anche lì aveva fatto gol Vucinic.
Una marcia scudetto, e infatti il distacco dai nerazzurri è rimasto invariato. Sarà una corsa punto a punto, e molto conteranno le motivazioni delle avversarie. Il Cagliari, ad esempio, che ieri ha perso col Milan non ne aveva più, così come il Bologna che ha perso al Meazza. In teoria anche il Bari doveva averne poche, ma in campo non lo ha dimostrato. Per questo la vittoria giallorossa assume un significato ancora più grande, perché è stata la dimostrazione che quando passa la Roma nessuno le regala niente. È stata la gara desordio del tridente pesante, il To-To-Vu, che lesame lo ha superato ma che può fare molto meglio. Perché Totti non è ancora, e non sarebbe normale il contrario, al massimo della condizione e Toni ha trovato in Bonucci e Andrea Masiello due avversari che gli hanno concesso poco. Quando il capitano starà meglio ci sarà da divertirsi. Soprattutto per gli splendidi tifosi giallorossi che hanno portato diecimila (o forse quindicimila) raggi di luce dentro il San Nicola.