
CORSERA - Nel momento più importante della sua storia recente, nonostante i patemi danimo della ripresa, la Roma risponde presente. Cè il cambio della guardia in testa: dora in poi la conquista dello scudetto dipenderà solo da Totti e compagni. A cinque gare dalla fine e col derby alle porte, non ci sarà più da aspettare i risultati di nessuno.
La tensione che paralizza le gambe poteva giocare un brutto scherzo ai giallorossi, che con lAtalanta hanno iniziato alla grande e finito in debito dossigeno, ma i numeri di questa squadra cominciano ad assumere connotati esaltanti: quinta vittoria consecutiva e ventitreesimo risultato utile di seguito in campionato con un ritorno condotto a ritmi vertiginosi. Claudio Ranieri è stato accolto in campo da un boato assordante. «Non ero teso, spero di commuovermi più avanti», dice il tecnico che parla poi di presente e futuro: «Sarà un campionato aperto e tutto da giocare. Dovremo affrontare tutte le gare con grande umiltà: tutte le avversarie saranno motivate. Ora siamo padroni del nostro destino, anche se con lAtalanta ci siamo complicati la vita con un errore difensivo. È importante, però, che non sia venuta meno la lucidità».
Sorprendente la scelta iniziale di inserire Menez al posto di Toni. «Volevo scardinare la difesa avversaria sulle fasce. Il gruppo è in forma e posso scegliere. Nessun mistero sulla mancata sostituzione di Totti: cera Menez ammonito e ho cambiato idea». Domenica la Lazio. «I derby prescindono dalla classifica. Loro sono in salute, ostacolo duro». Complice la papera di Consigli, Mirko Vucinic ha segnato lennesimo gol determinante: lundicesimo in campionato: «È una giornata bellissima, speriamo che il momento continui. Il sacrificio di questo gruppo è la carta vincente, dopo aver superato una fase complicata. Abbiamo avuto un calo di concentrazione sul 2-0. Sappiamo quanto sia importante il derby e proveremo a vincerlo. Ora siamo primi noi e non lInter, è cambiata la favorita di questo campionato».