
IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) - E lultima frontiera del calcio, non solo del derby. Una moda, forse. Un vezzo. Un vizio. O, chissà, una mancanza di fiducia verso i media. Sarà luna o laltra cosa, o unaltra ancora, fatto sta che i calciatori hanno sempre meno voglia di parlare. Anzi, hanno sempre più voglia di parlare a modo loro. Tipo, attraverso i propri siti internet. Oppure in occasione di eventi legati a uno sponsor in bella vista. Tutto lecito, per carità. E semplicemente lennesimo passo in avanti (o indietro?) di un cammino cominciato con labolizione
A Roma, e nella settimana del derby, il silenzio stampa trova la sua esibizione più vistosa. In questo caso, con un Lazio-Roma mai visto alle porte, il ruolo della scaramanzia - però - appare particolarmente influente. Meglio non parlare che rischiare di trovarsi il giorno dopo il titolone jettatorio o strafottente sul giornale: ecco il ragionamento più gettonato allinterno degli spogliatoi.
Meglio parlare ai tifosi usando un blog, cioè senza mediazioni di alcun tipo, magari potendo contare sullappoggio, più o meno totale, più o meno ufficiale della società, tanto è vero che sia Roma che Lazio non hanno messo in cantiere per i prossimi giorni incontri ravvicinati con i loro tesserati. Ieri, però, era giorno di riposo e, si sa, nel giorno di riposo i calciatori possono fare tutto (entro certi limiti...) ciò che vogliono.
Così Cristian Ledesma, il regista della Lazio, e Luca Toni, il centravanti della Roma, hanno fatto conoscere ai tifosi il loro pensiero tramite internet. E Mirko Vucinic, stando ben attendo a misurare le parole, ha parlato del derby a margine di un incontro sponsorizzato Nike.
Ecco Ledesma, che domenica a Bologna ha giocato da diffidato, da cristianledesma.com. «Non sono stato condizionato - ha ammesso largentino - perchè la partita di ieri (domenica, ndr) era troppo importante per pensare al cartellino. Siamo contenti per la vittoria, ora puntiamo tutto sulla serenità e la consapevolezza di potercela fare contro la Roma». E ancora. «Per noi cambia tutto rispetto a una partita normale proprio per il significato che il derby ha per la città e per la tifoseria, questanno in particolare sembra il derby dei derby per le posizioni di classifica sorprendenti (sia per noi sia per loro) e per la striscia positiva di risultati da cui vengono entrambe le squadre. Non vedo lora che arrivi linizio della partita per scaricare tutta la tensione di unintera settimana. I giallorossi sono galvanizzati da risultati favorevoli, ma si troveranno davanti lunica squadra (e lunica tifoseria) del campionato italiano pronta a disputare la partita della vita, e a fare lo sgambetto della vita: sarebbe davvero bello se riuscissimo in questa impresa».
Ecco, invece, il pensiero di Toni da lucatoni.com. «Innanzi tutto voglio fare tanti complimenti a tutta la squadra: ci siamo guadagnati una bella vittoria e anche un po sofferta. Ora siamo primi in classifica e il prossimo match che ci aspetta sarà domenica contro la Lazio per il derby della capitale, il mio primo con la Roma. Non vedo lora di giocare questa partita!». Più loquace Vucinic, prima in un faccia a faccia con giovani tifosi al campo della Spes Artiglio poi in posa, davanti alle telecamere Sky, in via del Corso per reclamizzare gli scarpini viola. Ce lo fai un gol domenica? «Noi speriamo di vincere, il gol è lultima cosa. Adesso nello spogliatoio si respira unaria frizzante». Al derby fagliene tre... «Ne basterebbe uno». E ancora. «Stare lassù è una bella sensazione: poche squadre al mondo sono riuscite come la Roma a rimontare lInter e a sorpassarla. Merito del gruppo e della nostra forza di volontà. Una forza di testa che ci siamo creati nei momenti difficili dinizio stagione. Il derby? Si sa, non cè mai un favorito, si parte alla pari. Noi siamo primi e vogliamo restare lì più in alto di tutti...». Saluti, autografi, una zoomata sullo scarpino e via.