"La mia Roma non si fermerà"

04/04/2010 alle 10:21.

IL ROMANISTA (S.ROMITA) - Inter resta davanti, a un punto di vantaggio, e Claudio Ranieri, Re di Roma, resta con i piedi ben ancorati a terra. Sono ancora i nerazzurri i favoriti sussurra ma «noi ce la batteremo fino all’ultimo perché stiamo bene fisicamente ed essere lì ci dà entusiasmo, fiducia e scariche di adrenalina. Si è aperto per noi un portone inimmaginabile solo pochi mesi fa.

E’ felice l’allenatore della Roma e si dispiace solo della pace fatta tra Balotelli e Mourinho perché ha grande stima per il giovane calciatore italiano e pensa che il Mario supercontestato possa fare una grande differenza ora nella squadra di Moratti. «Ma sono anche contento perché oggettivamente Balotelli merita questo sprint finale da titolare». Fatta la parte dell’allenatore oggettivo e imparziale, del tecnico distaccato e freddo, Ranieri si butta anima e corpo nell’analisi della partita della "sua" Roma. E’ letteralmente entusiasta per il tridente mai provato prima e per un grande ritrovato e consegnato ai tifosi, e scherza sul fatto che il senta profumo di scudetto: «Si vede - dice il mister sorridendo - che ha riaperto l’armadio dove tiene le cose del 2001…». Ma indipendentemente dalle battute si vede che la Roma crede all’impresa.

L’armadio del 2001 insomma spande profumi ovunque e l’aver preservato facendogli giocare 70 minuti e poi facendolo uscire fa parte, fa capire Ranieri, dell’attenzione per l’importanza della volata finale del e di tutta la squadra. «Sapevo che togliendolo avrei tolto un punto di riferimento sia a noi che anche agli avversari, che ne avrebbero potuto trarre benefici, ma è andata bene». Come ha vissuto la partita Claudio Ranieri, Re di Roma, è lui stesso a raccontarlo: «Ho sofferto come tutti i tifosi perché la partita era difficile». Si, certamente si trattava di una trasferta insidiosissima e una di quella classiche partite da seguire minuto per minuto con le mani giunte. Bari non è terreno di conquista per nessuno. E la stessa Inter «a Bari ha pareggiato per miracolo» e «molte grandi ci hanno lasciato le penne». Ma la Roma ha fatto una grande partita e «sta molto bene fisicamente. Non calerà. Siamo riusciti a pressare bene e molto alti. Ora andiamo avanti partita dopo partita senza fare tabelle o calcoli».

Ranieri sa molto bene che lo sport preferito del tifoso in questa fase del campionato e in questa felice situazione di classifica, è il gioco della tabella - corsa scudetto. Una tabella dove vengono solo i 3 punti ad ogni scontro e per la quale tutto sembra scontato e facile. Ma non è affatto così. Anche all’andata, con il Bari, la partita era stata più difficile di quanto non dicesse il risultato finale. «Noi - ha ricordato Ranieri - avevamo preso un palo e fatto tre reti ma loro avevano avuto ben quattro occasioni chiare per segnare e non c’erano riusciti solo per pochissimo». Certe partite è importante superarle al di la del gioco, e anche se Ranieri è molto soddisfatto dell’atteggiamento della Roma, deve ammettere che è mancato il colpo di ko: «E’ vero, potevamo consolidare il risultato ma a volte le occasioni si riescono a concretizzare, altre volte non si riesce, il calcio è così. Bisogna inoltre considerare che mancava Perrotta e il lavoro in mezzo al campo di Taddei e Pizarro, che hanno fatto molto bene, ha portato a un grande dispendio di energie da parte loro». Termina così l’analisi di Bari-Roma da parte dell’artefice principale del ventiduesimo risultato utile consecutivo giallorosso. Noi lo attendiamo al ventitreesimo, per un nuovo festeggiamento.