«E adesso non ci ferma più nessuno»

12/04/2010 alle 09:38.

IL ROMANISTA (M.MACEDONIO) - Quando sul tabellone dell’Olimpico è comparsa la nuova classifica, sopra di noi c’era solamente il cielo. Meglio, il paradiso». Non può non tradire l’emozione Michele Baldi, consigliere della società giallorossa, quando la partita è finita da pochi minuti. «E’ un turbinio di emozioni – dice –

di noi c’era solamente il cielo. Meglio, il paradiso». Non può non tradire l’emozione Michele Baldi, consigliere della società giallorossa, quando la partita è finita da pochi minuti. «E’ un turbinio di emozioni – dice – Sensazioni che sono comuni a tutto il popolo giallorosso, perché oggi tutti noi tifosi sentiamo, respiriamo e soffriamo nello stesso modo. Alzando gli occhi al cielo ho visto il volto sereno di Franco Sensi». Sull’emozione per la Roma in paradiso si sofferma anche Fabrizio Grassetti, presidente dell’Utr: «Bellissima quell’esplosione di gioia alla fine. Ho ancora le gambe che mi tremano per le emozioni provate in questi due giorni. Neanche nell’anno dell’ultimo scudetto! Perché stavolta siamo arrivati lassù in rimonta, come nel ‘41/’42. Ma allora – purtroppo – non c’ero».

«Abbiamo fatto qualcosa di incredibile – sostiene l’avvocato . Questa squadra, questo allenatore, questa società, e soprattutto questo pubblico, meritano tutto ciò. Oggi ho visto persone con le lacrime agli occhi. Sono emozioni che solo questo stadio e questi tifosi  possono dare». La tribuna va pian piano svuotandosi. «Una gioia immensa! - urla Paolo Cento, presidente del Roma club Montecitorio. - Adesso, bisogna restare carichi! Fino all’ultima partita!». L’entusiasmo lo sopravanza. «Grazie Roma! Grazie ragazzi!» grida. E’ più composto Carlo Vanzina, oggi senza il fratello Enrico: «Eravamo quattordici punti sotto e ora siamo un punto sopra. E questo dice tutto dell’impresa compiuta». Visibilmente felice è anche Vincenzo Malagò: «Un po’ di sofferenza nel finale, ma sono contento per la Roma, che ha fatto qualcosa di straordinario quest’anno». Gli fa eco Riccardo Viola: «Fino a poco tempo potevamo solo sognare, anche perché – si diceva – non costa nulla. Oggi credo invece che sia bello goderselo tutto, questo momento. E credo anche che ce lo meritiamo, per tutto quello che abbiamo dovuto subire quest’anno».

«Una cosa bellissima!» grida al telefono Massimo Ghini. All’altro capo, gli amici del Roma club New York, dove si sta festeggiando. «C’ho anche la tessera» mi dice, orgoglioso di tale appartenenza a un sodalizio d’oltreoceano. «Sono quasi senza voce – sospira – e non me lo posso permettere. Per mia fortuna “girerò” in Toscana, così potrò tornare all’Olimpico ogni volta che vorrò. A cominciare da domenica, col derby». Prova a razionalizzare le emozioni, Massimo. «Sento che, superato lo scoglio dello “stare dietro”, adesso non ci fermerà più nessuno. Ed è un bene che il derby arrivi subito, così ci togliamo il dente. Se mi spaventa? Non ci deve spaventare. Non dobbiamo più cadere nel tranello del “chi sta peggio ha spesso la meglio”. Perché oggi ti stai giocando non solo il derby, ma anche lo scudetto. E allora, dobbiamo essere dei “caterpillar”. Ora, dipende tutto da noi. Il calendario è dalla nostra. E noi siamo affamati come lupi».