.jpg)
IL ROMANISTA (M.MACEDONIO) - Quando sul tabellone dellOlimpico è comparsa la nuova classifica, sopra di noi cera solamente il cielo. Meglio, il paradiso». Non può non tradire lemozione Michele Baldi, consigliere della società giallorossa, quando la partita è finita da pochi minuti. «E un turbinio di emozioni dice
di noi cera solamente il cielo. Meglio, il paradiso». Non può non tradire lemozione Michele Baldi, consigliere della società giallorossa, quando la partita è finita da pochi minuti. «E un turbinio di emozioni dice Sensazioni che sono comuni a tutto il popolo giallorosso, perché oggi tutti noi tifosi sentiamo, respiriamo e soffriamo nello stesso modo. Alzando gli occhi al cielo ho visto il volto sereno di Franco Sensi». Sullemozione per la Roma in paradiso si sofferma anche Fabrizio Grassetti, presidente dellUtr: «Bellissima quellesplosione di gioia alla fine. Ho ancora le gambe che mi tremano per le emozioni provate in questi due giorni. Neanche nellanno dellultimo scudetto! Perché stavolta siamo arrivati lassù in rimonta, come nel 41/42. Ma allora purtroppo non cero».
«Abbiamo fatto qualcosa di incredibile sostiene lavvocato Antonio Conte. Questa squadra, questo allenatore, questa società, e soprattutto questo pubblico, meritano tutto ciò. Oggi ho visto persone con le lacrime agli occhi. Sono emozioni che solo questo stadio e questi tifosi possono dare». La tribuna va pian piano svuotandosi. «Una gioia immensa! - urla Paolo Cento, presidente del Roma club Montecitorio. - Adesso, bisogna restare carichi! Fino allultima partita!». Lentusiasmo lo sopravanza. «Grazie Roma! Grazie ragazzi!» grida. E più composto Carlo Vanzina, oggi senza il fratello Enrico: «Eravamo quattordici punti sotto e ora siamo un punto sopra. E questo dice tutto dellimpresa compiuta». Visibilmente felice è anche Vincenzo Malagò: «Un po di sofferenza nel finale, ma sono contento per la Roma, che ha fatto qualcosa di straordinario questanno». Gli fa eco Riccardo Viola: «Fino a poco tempo potevamo solo sognare, anche perché si diceva non costa nulla. Oggi credo invece che sia bello goderselo tutto, questo momento. E credo anche che ce lo meritiamo, per tutto quello che abbiamo dovuto subire questanno».
«Una cosa bellissima!» grida al telefono Massimo Ghini. Allaltro capo, gli amici del Roma club New York, dove si sta festeggiando. «Cho anche la tessera» mi dice, orgoglioso di tale appartenenza a un sodalizio doltreoceano. «Sono quasi senza voce sospira e non me lo posso permettere. Per mia fortuna girerò in Toscana, così potrò tornare allOlimpico ogni volta che vorrò. A cominciare da domenica, col derby». Prova a razionalizzare le emozioni, Massimo. «Sento che, superato lo scoglio dello stare dietro, adesso non ci fermerà più nessuno. Ed è un bene che il derby arrivi subito, così ci togliamo il dente. Se mi spaventa? Non ci deve spaventare. Non dobbiamo più cadere nel tranello del chi sta peggio ha spesso la meglio. Perché oggi ti stai giocando non solo il derby, ma anche lo scudetto. E allora, dobbiamo essere dei caterpillar. Ora, dipende tutto da noi. Il calendario è dalla nostra. E noi siamo affamati come lupi».