Alla Sora Lella cornetti a gogo e scaramanzie

12/04/2010 alle 10:49.

IL ROMANISTA (D.GIANNINI) - "Lo sapete che stavo a fa? Stavo su Youtube a vedermi i gol dell’82-83, non si sa mai, mi sto preparando spiritualmente ". Mauro Trabalza, lo chef del ristorante “Sora Lella” e socio fondatore del Roma Club New York, è ancora in piena trance agonistica: «Sento nell’aria una strana energia, ci sono dei segnali importanti.

mai, mi sto preparando spiritualmente». Mauro Trabalza, lo chef del ristorante “Sora Lella” e socio fondatore del Roma Club New York, è ancora in piena trance agonistica: «Sento nell’aria una strana energia, ci sono dei segnali importanti. Dei pali, delle papere dei portieri. Come diceva mio papà “Non è, perché non è... ma se fosse...». Mauro ci racconta come nella Grande Mela hanno vissuto la sofferenza del secondo tempo con l’Atalanta: «Ho visto gente che per il nervosismo s’è mangiata sette cornetti. Io non ce la facevo più, sono uscito dal ristorante per non vedere. Ma ce l’abbiamo fatta anche grazie alle scaramanzie». Quali? «Intanto ognuno si mette sempre allo stesso posto.

E poi c’è Laura, che ama alla follia Bruno Conti e che qui fa l’attrice e la segretaria del club. Bene, lei arriva sempre 5 minuti dopo l’inizio della partita. Non si sgarra». Riti che funzionano e che ieri erano necessari anche più del solito perché all’appello mancavano il presidente del club (a Roma per lavoro) e Simone, il fratello di Mauro. Che invece era a casa e chiamava in continuazione per sapere il risultato. «E’ stata unasofferenza allucinante – riprende Mauro -. Perché in questi casi senti la lontananza da casa, ti manca lo stadio, l’atmosfera che si respira la domenica. Per me il merito della vittoria è del capitano, che non è voluto uscire. La sua esperienza è stata fondamentale. E ora il derby. Tutto dipende da quello che succede venerdì tra Inter e . Se i nerazzurri non vincono, noi faremo una partita migliore, più distesa. Questo campionato è come il gioco delle bocce, s’è tutto incastrato per bene. C’è da accostarsi al pallino e se serve poi “sbocciare”». E se succede? «Mio fratello Simone parte per Roma, io resto. Ma mi preparo, c’è energia nell’aria. E in fin dei conti da 20 anni abbiamo un credito con la fortuna».