Al Testaccio come in curva, una città in festa

12/04/2010 alle 08:52.

GASPORT - Ore 14, Monteverde, passaggio obbligato per chi parte da sud. Il quartiere è già deserto, il silenzio avvolgente. Gli ultimi motorini salgono verso Villa Pamphili, caschi e adesivi giallorossi. In zona stadio, macchine con bimbi a bordo e sciarpe dai finestrini. Dentro l’Olimpico, il primo colpo d’occhio lo regalano le bandiere: non se ne vedevano così tante dal 2001.

Curiosità: una prima versione della stessa canzone fu elaborata nel 2000-01 e accompagnò la squadra allo scudetto. Gli striscioni, la forza delle parole. Ironia alla romana: «Tuttaposto di nuovo al primo posto» e il «Non succede, ma se succede...» che è diventato un cult. Ancora un’immagine, l’ultima dall’Olimpico: il tabellone con la classifica, il saluto della squadra, tutti mano nella mano, belli. In à si fa festa. Esagerati? È quella voglia di stringersi un po’... Perciò, Testaccio si stringe intorno al club appena riaperto, la à tutta si coccola la squadra e sogna. «Semo oltre», dice un tifoso. Ecco.