
LIBERO (I. ZAZZARONI) - Un girone dopo è tutta unaltra storia, unaltra atmosfera, unaltra classifica, sono diverse anche le prospettive scudetto, le illusioni e le delusioni. Ranieri e Mourinho, Normal e Special, sono sempre al loro posto, Totti vorrebbe e potrebbe riprendersi il suo, Balotelli anche ma quando si manda a quel paese lallenatore di fronte al resto della squadra lo sfanculato non può fare altro che usare la motosega e tagliare il ramo acerbo in attesa delle scuse: pubbliche, non sul sito www.minoraiola.com.
Diciannove partite dopo, volati via - si fa per dire - un autunno breve e un inverno interminabile, il campionato e la stagione hanno una faccia e protagonisti diversi per posizioni assunte: Ancelotti da nuovo principe di Londra (che era) è diventato una sorta ..
Diciannove partite dopo, volati via - si fa per dire - un autunno breve e un inverno interminabile, il campionato e la stagione hanno una faccia e protagonisti diversi per posizioni assunte: Ancelotti da nuovo principe di Londra (che era) è diventato una sorta di sopportato di lusso del russo; Mancini da disoccupato doro si è trasformato in occupato a imitare addirittura Mou, visto il modo in cui si fa cacciare dal campo (City-Everton 0-2); Lippi che dicevano rappresentasse il domani della Juve ora è solo il presente della Nazionale, tantè che si parla con sempre maggiore insistenza di delippizzazione torinese.
Panta rei
E ancora: l8 novembre scorso, Inter-Roma 1-1, la Juve e il Milan giocavano ancora in Europa; sempre l8 novembre, si festeggia san Del Piero, i tecnici della A saltati erano poche unità, a metà marzo sono una squadra con tanto di riserve.
Di cambiamenti quasi epocali ne potrei elencare altri cento, mi fermo qui per riprendere il discorso sui due allenatori del sabato più importante e hot dellanno.
In comune Ranieri e Mou hanno soltanto lesperienza al Chelsea, decisamente migliore quella del portoghese che è superiore al collega nel trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto. Qualcuno dice che José dal telefono caldo sia bravissimo nel farsi cercare, ma anche questo è un merito, una qualità.
Ranieri, invece, arriva sempre un attimo prima dei milioni, delle grandi disponibilità (Valencia, Londra): ed è un difetto che egli stesso riconosce di avere. Quando gli capita di arrivare durante o dopo, i milioni che aprono le porte del mercato sono finiti da un pezzo. Mercoledì mattina in un albergo dalle parti dellaeroporto di Bologna rivelava sorridendo: «La prima cosa che mi è stat detta quando mi sono presentato a Roma è stata: non ci sono soldi da spendere.. Si sono appellati al tifo, alla mia romanità, e mi hanno fregato".
Mister all'opposto
Diversi, Ranieri e Mou lo sono anche nel lavoro sul campo: più tradizionale ma non per questo meno efficace il primo (venti risultati utili di fila); più sofisticato il secondo: le sue sedute di allenamento sono effettivamente uniche, tutto viene fatto con la palla, secondo ritmi studiati e senza tempi morti. Sul piano tattico il romanista è più completo dell'interista che si occupa prevalentemente della fase difensiva (vedi Sacchi e Capello); quella d'attacco è lasciata all'interpretazione e alla copertura ideal dei ruoli e all'iniziativa individuale. Ranieri predilige il calcio tecnico, Mou non può prescindere da quello atletico (e psicologico).
Normal e Special, ovvero due modi diversi di pensare e praticare lo stesso gioco, anche sul piano della comunicazione: toni bassi per Ranieri, quasi sempre alti se non altissimi per Mou. Ranieri ha imparato a sopportare, Mou a farsi sopportare soltanto dai suoi.