
IL MESSAGGERO - La partita dellanno, sè detto subito dopo Bologna-Roma. Quel vecchio volpone di Claudio Ranieri non fa gli scongiuri, però precisa: «Spero di no. Vorrebbe dire che anche la prossima lo sarà, anche quella dopo... Quindi, significherebbe che la Roma sarà ancora in corsa per lo scudetto». Allora facciamo così: Roma-Inter è la prima partita dellanno, non lultima. Il tecnico della Roma sa benissimo che, in caso di sconfitta, addio sogni di gloria. In questo caso ultima partita dellanno va bene. In ogni caso, sostiene Ranieri, «giochiamocela».
Lintenzione è questa, deve esserlo. Siamo in ballo, balliamo, direbbe Ranieri con una delle sue proverbiali metafore. «Noi vogliamo vincere, i tre punti sarebbero più simpatici per noi. Ma anche il pareggio...». Ecco il ma. Il pareggio, non da buttare. Un punto tiene tutto come prima, quindi qualche speranza in meno, però niente di perduto. «Un punto ci consentirebbe di giocarcela ancora, di restare lì», precisa Ranieri, apparso un po teso in conferenza stampa. «Emozionato, tesissimo», dice ironicamente. Chi rischia di più? «Credo lInter, che lo scudetto lo deve vincere. Ma se lo perde, noi dobbiamo esserci. La Roma, male che vada, perde. Siamo là e ce la giochiamo a pari punti con il Milan. Più di perdere non possiamo. E se perdiamo, pazienza».
Il giochino è facile, comprensibile: noi non siamo i favoriti, quindi tutto quello che arriva è guadagnato. Bisogna capire cosa abbiano veramente nella testa Ranieri e i suoi calciatori. Di sicuro, sensazioni positive. «La Roma deve essere leggera, consapevole della propria forza. LInter è arcigna, una superpotenza inattaccabile. Non possiamo essere come loro».
Andiamo al toto-formazione. La Roma delle ultime due partite ha portato in classifica sei punti, giocando con il trequartista, più le due punte. Sarà un caso? Prima invece la Roma si è coperta molto, se non altro come atteggiamento, basti ricordare Napoli. Che Roma vedremo stasera? «Non sono i sistemi di gioco le armi vincenti ma i giocatori. Noi ora stiamo meglio rispetto a qualche settimana fa. Prima giocavamo in un modo, adesso in un altro». Quindi, confermato Menez? «Lo vedrete».Prima palla in tribuna.
Poi, cè il capitolo Totti, convocato come previsto. Ma Francesco giocherà? «Ho deciso, ma non ve lo dico». Seconda palla in tribuna da parte del tecnico. «Non ho mica la sveglia al collo e gli orecchini al naso», ripete. E la formazione non la dà. La scopriremo solo vivendo. Pazienza.
Di sicuro un campionato riaperto piace di più. Ora dietro allInter ci sono Roma e Milan. Tutte in corsa, classifica alla mano. Saranno decisive le sfide con le piccole, con le pericolanti. «Il campionato è bello e difficile per tutti e lo sappiamo ma adesso il problema è lInter. Arbitra Morganti? Farà una gran partita. Siamo guardati da tutto il mondo...». Lui, Ranieri, lo scudetto se lo gioca. La Juve gli fa un po di tristezza? «Dico solo che anche questa volta ho avuto ragione».