
IL ROMANISTA (D. GALLI) - Se tutto va come deve andare, il 10 maggio mollo tutto e vengo a Roma». Che per Simone Trabalsa non è proprio dietro langolo. Perché Simone è uno dei proprietari del ristorante La Sora Lella a New York. Sì, gli stessi dello storico locale dellIsola Tiberina, appartenuto per anni alla sorella di Aldo Fabrizi,
Insomma una full immersion. A tutto vantaggio dei soci del club (sono già una cinquantina, compresi i 15 fondatori tra cui il presidente, lavvocato Giovanni Peluso) e dei turisti che si vedranno la partita con lInter davanti a un bel piatto di amatriciana. Perché la supersfida lì inizia alluna (da loro è già entrata lora legale, che da noi scatterà la prossima notte, e ci sono 5 ore di fuso), in tempo per il pranzo. Scaramanzie particolari?
«Ognuno ha il suo posto dice Simone -, non si sgarra». E se segna la Roma che fanno gli americani?
«E che devono fa? Più che altro cè da chiedersi cosa facciamo noi. Al gol di Riise con la Juve, a
due persone che stavano al tavolo gli ho fatto "lo stravede", come si dice a Bolzano. Dopo gli ho dovuto chiedere scusa dieci volte. Io dal 93 al 2005 le ho viste tutte, in casa e in trasferta. Non potete capi quanto cho speso per la Roma. E quanto me manca la Capitale. Che tempo fa lì? Qui dicono che
la primavera sta per arrivare, ma stanotte forse nevica».
A proposito, ma lamore per la Roma da dove nasce? Perché la nonna di Simone, la sora Lella, era della Lazio, o almeno così si dice? «Mah, la verità e che il marito di sua sorella lavorava con Lenzini e quindi nonna sentiva sempre parlare della Lazio, ma non è che fosse tanto tifosa. Nonno invece era della Roma, ma il vero tifoso era mio papà, che mha trasmesso lo spirito dei suoi amici di Campo de Fiori». Mi raccomando, se va come tutti speriamo, fateglielo vedere agli americani che vuol dire la passione per questi colori. «Tranquilli, lo striscione è già pronto».