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GASPORT (L. CALAMAI) - La sua vita è divisa tra pallone, editoria e cantieri navali. Un po manager e un po atleta. Eppure Cristiano Lucarelli, classe 75, in campo fa ancora la differenza: realizza una tripletta che frena la rincorsa scudetto della squadra di Ranieri e consente al Livorno di tenere in piedi il progetto-salvezza. La Lazio, quartultima in classifica, è solo due lunghezze avanti. Lucarelli aggiorna anche le sue statistiche: 101 gol con la maglia del Livorno, 202 con club italiani. Due tetti sfondati. Tanta roba per un giocatore che Spinelli vedrebbe più volentieri in panchina che in campo. Cosmi ha messo a rischio il suo stipendio per difendere Cristiano: ha vinto lui.
La chiave Il 3-3 tra Livorno e Roma è figlio delle prodezze di Lucarelli e di una serie di atteggiamenti sbagliati dei giallorossi. Errori tattici ma anche caratteriali. De Rossi e compagni, ad esempio, concedono i primi due gol allo scatenato Cristiano sbagliando la tattica del fuorigioco. In entrambi casi è Motta a non salire nei tempi giusti. Ma, nonostante queste «sbandate», la Romaè sempre padrona della partita. E, ogni volta che affonda, va a segno. Inizia Perrotta (assist di tacco di Taddei), prosegue di testa Toni (in probabile fuorigioco) e chiude Pizarro (su assist di Perrotta). 3-2 al 28, quasi senza faticare. Non solo.
Al 40 larbitro Gervasoni (che ha sostituito Romeo infortunatosi durante il riscaldamento) assegna il rigore per un contatto in area Knezevic-Menez (il direttore di gara avrebbe dovuto espellere il croato per doppio giallo). Pizarro sporca la sua prova centrando il palo.
Roma spenta La fotografia del primo tempo è una sfida tra due «pugili» di categorie diverse. Con la Roma in grado di colpire a suo piacimento. E la ripresa? Beh, la squadra di Ranieri smette di giocare. Un eccesso di sicurezza? Un gesto di presunzione? E non è la prima volta in questo campionato che la Roma brucia vantaggi importanti. I giallorossi scelgono di far possesso palla piuttosto che affondare. Il 3-3, realizzato su rigore da Lucarelli (fallo di mano di Juan segnalato dallassistente Comito), riaccende improvvisamente la gara. Ranieri prova a «ritrovare» la Roma vera operando una serie di cambi. Ma né Cerci, né Baptista bastano a riaccendere il motore giallorosso. E nel finale, Esposito si mangia il gol-partita.
Incidenti La Roma centra il diciottesimo risultato utile ma, stavolta, è un dato che non strappa sorrisi. La squadra di Ranieri butta al vento una comoda occasione per avvicinarsi ancora di più allInter e rendere più credibile la complicata rimonta scudetto. Tra laltro ben cinque giallorossi sono stati ammoniti e 4 di loro salteranno per squalifica lUdinese allOlimpico: De Rossi, Pizarro, Mexes e Taddei. Da segnalare, infine, una serie di incidenti con protagonisti alcuni teppisti al seguito della Roma: un treno devastato, un paio di negozi assaltati e quattro sostenitori della Roma e un livornese feriti. La Roma non ha vinto in campo. E neppure fuori.