Il francese non è più titolare ma resta un simbolo

10/03/2010 alle 09:59.

CORSPORT - Diciamoci la verità, vede re quella chioma bionda seduta in panchina, un certo effetto lo fa. Perché quella chioma bionda è di Philippe Mexes, anni ventotto il prossimo trenta marzo, da sei in maglia giallorossa, cinque di que sti trascorsi da uno che non gioca va solo per infortunio o squalifica.

Fino, appunto, a questa stagione, all’arrivo di Nicolas Burdisso che, con il recupero di Juan, ha sistemato il biondo in panchi­na, scelta tecnica, possibilità, per ora, di rivedere una maglia da titolare solo quando Clau­dio Ranieri sceglie di sorprendere schierando una difesa a tre (Napo­li). Il biondo sta accettando con impeccabile professionalità que­sta nuova situazione, pur consape­vole che la realtà che sta vivendo di fatto gli ha bruciato le residue speranze di convincere il ct Dome­nech a portarlo al prossimo mon­diale sudafricano.

UMILTA’ - Mexes ha scelto la stra­da del silenzio e del lavoro per re­cuperare il terreno perduto. Vuole riprendersi il posto che è stato suo per cinque anni, in quel clima di competitività che a un gruppo può portare soltanto benefici. Sa che ora Burdisso e Juan sono i titolari, ma sa anche di voler mettere in difficoltà Ranieri nelle scelte, del resto una grande squadra non può non avere tre giocatori importanti per due ruoli fondamentali come quelli dei difensori centrali. Me­xes, del resto, è legatissimo a Ro­ma e alla Roma, nei suoi pensieri, per ora, non c’è l’intenzione di la­sciare il giallorosso. C’è però un contratto che andrà in scadenza il trenta giugno del prossimo anno, siamo insomma in una situazione in cui le parti dovranno incontrar­si per decidere come e quanto pro­lungare il contratto, oppure deci­dere consensualmente di dividere le rispettive strade, senza neppure che il giocatore cerchi di sfruttare la clausola rescissoria allegata al suo contratto che, quest’anno, è inferio­re ai quindici milioni di euro, sfruttabile per una finestra di mercato di una quin­dicina di giorni.

CONTRATTO - In que­sto senso c’è una no­vità. Perché nei gior­ni scorsi c’è stato un prolungato contatto telefonico tra il direttore romanista Daniele Pradè e il pro­curatore del giocatore, Olivier Jo­aunneaux. I rapporti tra le parti si possono definire buoni e sono sta­ti ribaditi nel corso dell’ultima chiacchierata. Le parti si sono da­te appuntamento prima di Pasqua per un incontro ravvicinato in cui cominciare a parlare di numeri a proposito del nuovo contratto. La Roma, ufficialmente, non ha nes­suna intenzione di privarsi del di­fensore francese, è intenzionata a proporgli un rinnovo contrattuale non inferiore ai quattro anni a ci­fre che non dovrebbero discostar­si da quelle che incassa il biondo, cioè circa due milioni e mezzo net­ti a stagione. Ci sono le premesse perché si arrivi a un nuovo accor­do. A meno che il giocatore non de­cida diversamente. E la stessa co­sa vale per la società giallorossa.