
IL ROMANISTA (F. DI STEFANO) - Non è una settimana come tutte le altre. Né, tantomeno, questo può essere un sabato qualunque. Lunedì scorso, alle 18, la storia della Roma tornava a casa sua, a Testaccio. Oggi, alla stessa ora, cor core acceso da na passione 70mila cuori romanisti proveranno ad alimentare un sogno bello e impossibile. Un sogno dal contorno tricolore che, per ora, può essere solo sussurrato. È una settimana a fortissime tinte giallorosse, anche perché la Roma ritrova finalmente il suo Capitano. E poco importa se la condizione non potrà essere quella ottimale. La sola presenza di Totti può fare la differenza, su questo tutti sono daccordo, tifosi vip e addetti ai lavori.
Carlo Mazzone conosce Totti come pochi: «Francesco ci tiene a giocare contro lInter, è la partita che può decidere lo scudetto, però ci vuole molta calma da parte di tecnico e calciatore. Sono sicuro che Ranieri deciderà per il meglio dopo aver parlato con il ragazzo riguardo le sue condizioni fisiche». Predica prudenza
anche Fulvio Collovati: «Non credo che Totti parta dallinizio, ma i fuoriclasse come lui sanno leggere i
momenti della partita. Totti può essere decisivo in qualsiasi momento». Franco Tancredi segue le faccende
giallorosse dallInghilterra, eppure lentusiasmo è quello di sempre: «Davvero torna Francesco? Questa è una gran bella notizia - esclama il numero uno campione dItalia nell83 - è il leader indiscusso e incute timore a tutti gli avversari anche quando non è al 100%». Giacomo Losi non ha dubbi: «Se Ranieri lha convocato significa che Totti sta bene. E dunque, per me, deve giocare dal primo minuto». Per Ubaldo Righetti lapporto del numero 10 è incalcolabile: «Gli bastano 5 minuti per fare la differenza, è già importante che sia convocato. Non mi stupirei per niente se fosse lui luomo partita, anche se credo che abbia il 50% di possibilità di partire dallinizio».
Anche fuori dalle mura capitoline largomento che tiene banco è la sfida di oggi pomeriggio. «AllInter va bene anche il pari - commenta Arrigo Sacchi - la Roma giocherà un match accorto, paziente, cercherà di non scoprirsi troppo per non lasciare spazio». Per Marcello Lippi invece «con lInter non si può parlare di calcio
italiano, perché non cè neanche un italiano, anche se sono una grandissima squadra». Pure il mondo dello spettacolo giallorosso è convinto che non si possa prescindere da Totti. Marco Conidicantante, dice: «Farei giocare Francesco Totti tutta la vita per tutte le vite a seguire, lui appartiene a unaltra categoria, non è umano. Oggi lo farei scendere in campo dal primo minuto con Toni e Vucinic». Anche per Andrea Perroni, cabarettista, quando cè il Capitano è tutta unaltra storia: «Quando cè infonde sicurezza a tutto il gruppo, mi auguro che stia al meglio, ma se non fosse al top sarebbe meglio non rischiarlo - spiega il comico romanista - i giocatori sono molto carichi, ce la metteranno tutta e il pubblico sarà larma in più».
Carlo Verdone, versione Ranieri, esorcizza la tensione con un po di scaramanzia: «Il campionato lo vince lInter, è troppo forte. A inizio stagione eravamo già preparati al peggio». Su Totti ha le idee molto chiare: «Deve essere al 100% della forma, lho già detto a Vito Scala: quando rallenterà col calcio, il primo attore a recitare
con lui dovrò essere io, ha dei tempi comici perfetti». E non manca nemmeno un pensiero per lo Special One: «Per dare buonumore a Mourinho? Quattro gocce di Laroxim, un buon antidepressivo che però ti stacca anche un po dalle cose». Quella parolina lì non si pronuncia mai. «È una questione di scetticismo e scaramanzia», dice Enrico Vanzina. E come non dargli ragione. Meglio non dire allora, pensare poco, fare calcoli o pronostici. «Quanto finisce? Ma siamo matti? È la partita più importante della stagione, forse dagli anni dello scudetto del
2001 non vivevamo un momento così importante». I fratelli Vanzina (Enrico soprattutto, il più tifoso dei due) e Gigi Proietti su questo sono daccordo: in vista di Roma-Inter bisogna fare finta di niente, mantenere un certo aplomb, «dedicandosi a quei lavoretti manuali che spesso demandiamo», spiega Proietti. «Dobbiamo trovarci qualcosa da fare fino alle 17,00-17,30 circa». E contro la jella, per scongiurare il peggio, i Vanzina mettono la Roma nel loro nuovo film interpretato da Proietti, La vita è una cosa meravigliosa, facendo incredibilmente perdere la loro Magica con il Catania per 4-0, quasi fantascienza. «È una questione di scaramanzia - risponde Enrico, lo sceneggiatore - è un modo per esorcizzare questo fantastico momento. Un anno fa, quando scrivemmo il film, la Roma non se la passava bene, e tre gol a Catania li prendemmo davvero». Ma questanno è tutto diverso. «Però quella parolina lì non la voglio dire, non ci voglio pensare, sarebbe troppo bello». Perché non succede, ma se succede...