Dino, Flora e due biciclette. In Toscana per il primo scudetto

09/03/2010 alle 09:45.

IL ROMANISTA (M. IZZI) - Con il mare ligure nelle vicinanze e le buone condizioni climatiche che garantivano venti favorevoli la zona di Pontedera era stata scelta come scalo aeroportuale sin dal 1913. In mezzo alle campagne di Curgliana, dove sorgevano le piste, ci sono ancora, arenati come resti preistorici, gli immensi hangar costruiti per riparare i dirigibili. Nell’aprile del 1942, però, i dirigibili erano pezzi da museo ormai da tempo e sulle piste rombavano i quadrimotori P 1088.

favorevoli la zona di Pontedera era stata scelta come scalo aeroportuale sin dal 1913. In mezzo alle campagne di Curgliana, dove sorgevano le piste, ci sono ancora, arenati come resti preistorici, gli immensi hangar costruiti per riparare i dirigibili. Nell’aprile del 1942, però, i dirigibili erano pezzi da museo ormai da tempo e sulle piste rombavano i quadrimotori P 1088.

Il frastuono dei grandi motori della Piaggio era insopportabile per tutti, ma non per l’ufficiale della Regia Aeronautica Dino Viola. Appena compiuti i 27 anni (era nato ad Aulla il 15 aprile 1915), Viola, infatti, nonostante la guerra (e i bombardamenti sempre più feroci subiti dallo scalo di Pontedera), stava vivendo un momento magico. Il 30 aprile aveva sposato la donna della sua vita, Flora Macera, coronando un lungo e sofferto corteggiamento e in più, a rendere il giovane ufficiale più euforico c’era il rendimento della squadra del cuore, la Roma.