Claudio il freddo «Saluterò José. Basta e avanza»

27/03/2010 alle 10:53.

GASPORT - Ci sono prime volte anche quando viaggi verso i 59 anni e sei uno degli allenatori più maturi della Serie A. La prima volta di Claudio Ranieri è la sfida scudetto di oggi pomeriggio, lo zenit della sua carriera. Certo, ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa di Lega con la Fiorentina, una Coppa del Re in Spagna con il Valencia ed è arrivato secondo in Premier League con il Chelsea, ma Roma è la sua città, la sua pelle e allora, vuoi mettere? Se poi vai a giocarti tanto, se non tutto, con chi ti ha dato del «bollito» senza troppi complimenti («Ranieri ha la mentalità di uno che non ha bisogno di vincere e a quasi settanta anni ha vinto una Supercoppa e un’altra piccola Coppa. È troppo vecchio per cambiare mentalità», disse Mourinho il 4 agosto 2008) e non hai mai battuto (due vittorie per il portoghese e due pareggi negli scontri diretti), allora le motivazioni sono doppie.

NIENTE FORMAZIONE Ranieri si è lasciato andare solo all’ultima domanda. Il resto è stato una diga. A cominciare dalle possibilità di di partire dall’inizio («è stato convocato, quindi può giocare»), proseguendo con gli unici aggettivi sprecati per definire il suo stato d’animo («emozionatissimo e tesissimo»), fino al tentativo quasi pietoso di avere ragguagli sulla formazione («inutile che ci girate intorno, tanto non dico nulla. Non ho mica l’orecchino al naso»), dando solo la notizia, bontà sua, che «ho già deciso tutto». Ma l’ermetismo si dissolve quando gli viene chiesto chi rischi di più: «La Roma deve essere leggera, consapevole della propria forza. L’Inter è una superpotenza. Non possiamo essere come loro. Rischia di più l’Inter perché è la più forte e deve vincere lo scudetto. Noi non rischiamo niente. Se perdiamo, pazienza. Ma se l’Inter molla, noi dobbiamo essere pronti a cogliere l’occasione». Conta solo vincere, stavolta? «Noi giocheremo per i tre punti, ma può andare bene anche un pareggio». Tradotto: non ci butteremo all’assalto e questo autorizza a pensare che la squadra sarà studiata per una partita tattica emuscolare «anche perché all’andata picchiarono». E quando oggi incontrerà Mourinho? «Lo saluterò». Basta? «E avanza», la risposta secca. Furbo, Ranieri, quando parla della designazione di Morganti: «Mi dà fiducia. Farà una gran partita. In gare come questa, viste in tutto il mondo, gli arbitri vogliono dare il meglio». Quando hai 59 anni, sai benissimo come trattare gli arbitri alla vigilia di una grande partita. Altro che bollito.