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IL ROMANISTA (G. PIACENTINI) - A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, si potrebbe dire che la Roma dopo la giornata di ieri ha recuperato un punto sulla prima posizione dellInter e ne ha guadagnato un altro sulla quarta posizione del Palermo. Sarebbe però un modo di travisare la realtà e le sensazioni di una tifoseria e di una squadra, quella giallorossa, che probabilmente da ieri pomeriggio alle 17 ha detto definitivamente addio a tutti i sogni di gloria (se per gloria si intende la possibilità di vincere lo scudetto).
E forse, se in due partite lasci cinque punti ad una squadra scarsa come il Livorno (tranquilli, tifosi laziali, la retrocessione è quasi impossibile per voi), nemmeno te lo meriti di vincere il campionato. La gara di ieri è stata il quadro perfetto della Roma dellultimo mese: nelle ultime sei gare (comprese le coppe) la formazione giallorossa ha collezionato due sconfitte, tre pareggi ed una sola vittoria; ha subito 11 gol e tre rimonte affrontando formazioni
come Panathinaikos, Napoli, Milan che si sono liquefatte nella partita immediatamente successiva a quella contro i giallorossi.
Se tre indizi fanno una prova, Ranieri di prove negli ultimi tempi ne ha avute fin troppe. Nonostante questo però il rammarico per loccasione persa ieri è comunque molto perché Il Livorno è davvero una squadra scarsa e i giocatori giallorossi sono riusciti nellimpresa di resuscitare anche Lucarelli. Piccole indicazioni positive sono arrivate dal recupero di Toni, che anche ieri ha timbrato il cartellino, ma è una ben magra soddisfazione davanti alloccasione persa.
Sabato sera cè lUdinese, e Ranieri dovrà sudare per mandare in campo una formazione competitiva perché mancheranno Mexes, De Rossi, Taddei e Pizarro per squalifica.