
CORSPORT (P. TORRI) - La faccia della Roma è quella di Mirko Vucinic. Esce dagli spogliatoi con un paio di cuffie spaziali, ma quello che si nota subito è la sua faccia. Una faccia arrabbiata, tesa, «no, non voglio dire niente» dice subito confermando limpressione che suscitava allistante. Ancora una volta in Europa è stato protagonista, un gol da mettere tra i primissimi della sua personale classifica, la sensazione di scherzare sempre con gli avversari, dallalto di una tecnica superiore, ma tutto questo lo ha consolato poco alla fine quando lui e la sua Roma hanno dovuto prendere atto, dopo una vita, ultimo ko (in campionato) il 28 ottobre scorso a Udine, di come..
Vucinic, come un po tutta la Roma, questo per certi versi paradossale ritorno alla sconfitta, non lo ha preso per niente bene. Sembrava fatta, poi quel finale che a qualcuno ha fatto tornare in mente Cagliari, anche se stavolta le due reti che hanno ribaltato il risultato sono arrivate quando il recupero doveva ancora iniziare.
Del resto quando si passa da una qualificazione praticamente in tasca alla consapevolezza che giovedì prossimo allOlimpico si dovrà fare sul serio per continuare a coltivare il sogno europeo, non può che rimanere un grande rammarico: « Non meritavamo la sconfitta, questo è sicuro, cè un certo rammarico per non essere riusciti a portare sino al termine un risultato che ci avrebbe dato ampie garanzie per la qualificazione. Abbiamo subito queste due reti nel finale che non ci volevano proprio, per il resto della partita avevamo controllato abbastanza bene i greci. Sì il mio gol è stato bello, ma avrei preferito non segnare e stare qui a festeggiare la vittoria. Peraltro non eravamo più abituati a perdere, speriamo di non dover più vivere un finale come questo. Possiamo sicuramente qualificarci, ma sarebbe stato di gran lunga meglio aver sistemato tutto qui ad Atene» .
CERCI - E entrato a quindici minuti dalla fine, una scelta di Ranieri fatta anche per far rifiatare Vucinic. Il ragazzo cresciuto a Trigoria ha fatto il suo, procurandosi con una giocata il rigore del secondo vantaggio romanista, peccato poi ci sia stato quel finale per certi versi inspiegabile.
Finale, comunque, che non ha intaccato la fiducia di Cerci che, oltretutto, non è che sia stato tenero nei confronti della squadra greca: «Questo Panathinaikos è proprio scarso, tutto mi è sembrato meno che una grande squadra. La partita è stata controllata sempre dalla Roma, quei due gol subiti nel finale non rendono giustizia a quello che si è visto in campo, non meritavamo di uscire sconfitti. Quando sono entrato ho cercato di dare tutto, cercando di seguire le indicazioni del nostro allenatore che mi aveva chiesto anche di fare un lavoro assiduo in copertura. Tutti noi ci teniamo ad arrivare in fondo a questa coppa, sono convinto che allOlimpico nella partita di ritorno rimetteremo le cose a posto e ci qualificheremo per gli ottavi di finale » . Speriamo, altrimenti questa notte di Atene ce la ricorderemo a lungo.