Vucinic: «Avrei preferito non segnare»

19/02/2010 alle 09:56.

CORSPORT (P. TORRI) - La faccia della Roma è quella di Mirko Vucinic. Esce dagli spogliatoi con un paio di cuffie spaziali, ma quello che si nota subito è la sua faccia. Una faccia ar­rabbiata, tesa, «no, non voglio dire niente» dice subito confermando l’impressione che suscitava all’istante. Ancora una vol­ta in Europa è stato protago­nista, un gol da mettere tra i primissimi della sua per­sonale classifica, la sensa­zione di scherzare sempre con gli avversari, dall’alto di una tecnica superiore, ma tutto questo lo ha consolato poco alla fine quando lui e la sua Roma hanno dovuto prendere atto, dopo una vita, ultimo ko (in campionato) il 28 ottobre scorso a Udine, di come..

Vucinic, come un po’ tutta la Roma, questo per certi versi paradossale ritorno alla sconfitta, non lo ha preso per niente bene. Sembrava fatta, poi quel finale che a qualcuno ha fatto tornare in mente Caglia­ri, anche se stavolta le due reti che hanno ribaltato il risultato sono ar­rivate quando il recupero doveva ancora iniziare.



Del resto quando si passa da una qualificazione prati­camente in tasca alla consa­pevolezza che giovedì pros­simo all’Olimpico si dovrà fare sul serio per continuare a coltivare il sogno europeo, non può che rimanere un grande ramma­rico: « Non meritavamo la sconfitta, que­sto è sicuro, c’è un certo rammarico per non essere riusciti a portare sino al termi­ne un risultato che ci avrebbe dato ampie garanzie per la qualificazione. Abbiamo subito queste due reti nel finale che non ci volevano proprio, per il resto della partita avevamo controllato abbastanza bene i greci. Sì il mio gol è stato bello, ma avrei preferito non segnare e stare qui a festeg­giare la vittoria. Peraltro non eravamo più abituati a perdere, speriamo di non dover più vivere un finale come questo. Possiamo sicura­mente qualificarci, ma sa­rebbe stato di gran lunga meglio aver sistemato tutto qui ad Atene» .



CERCI
- E’ entrato a quin­dici minuti dalla fine, una scelta di Ranieri fatta anche per far rifiatare Vucinic. Il ragazzo cresciuto a Trigoria ha fatto il suo, procurandosi con una giocata il rigore del secondo vantaggio romanista, peccato poi ci sia stato quel finale per certi versi in­spiegabile.

Finale, comunque, che non ha intaccato la fiducia di Cerci che, oltretut­to, non è che sia stato tenero nei confronti della squadra greca: «Questo Panathinai­kos è proprio scarso, tutto mi è sembrato meno che una grande squadra. La partita è stata controllata sempre dalla Roma, quei due gol subiti nel finale non rendono giustizia a quello che si è visto in campo, non meritavamo di uscire sconfitti. Quando sono en­trato ho cercato di dare tut­to, cercando di seguire le in­dicazioni del nostro allena­tore che mi aveva chiesto anche di fare un lavoro assi­duo in copertura. Tutti noi ci teniamo ad arrivare in fondo a questa coppa, sono convinto che all’Olimpico nella partita di ritorno rimetteremo le cose a posto e ci qualificheremo per gli ottavi di finale » . Speriamo, altrimenti questa notte di Atene ce la ricorderemo a lungo.