
IL ROMANISTA (G. PIACENTINI) - Il concetto è sempre lo stesso, ma stavolta Claudio Ranieri usa una metafora culinaria per rendere lidea. «La squadra si è apparecchiata un bel pranzo, abbiamo messo tutte le cose sulla tavola. Adesso sta a noi decidere se mangiarle o alzarci e andarcene». E per mangiarle bisognerà dimenticare al più presto il passo falso di Atene, ricominciare a pensare partita dopo partita. «Gli esami non finiscono mai e io voglio che la squadra ragioni sotto questo profilo. Io sono contento che ogni partita, ogni settimana da tre mesi a questa parte, sia la settimana più importante. Da quando sono arrivato è stato sempre così».
ricominciare a pensare partita dopo partita. «Gli esami
non finiscono mai e io voglio che la squadra ragioni sotto questo profilo. Io sono contento che ogni partita, ogni settimana da tre mesi a questa parte, sia la settimana
più importante. Da quando sono arrivato è stato sempre
così».
Ranieri si aspetta una grande reazione. «Voglio vedere come reagisce la squadra. Prima o poi dovevamo perdere. Dobbiamo cancellare la sconfitta, e solo con una grandissima prestazione si può cancellare. Mi auguro che la sconfitta in Europa non abbia peso, sappiamo quanto è difficile affrontare le squadre greche in casa. Il Catania lo abbiamo battuto in coppa Italia, ma era venuto con un squadra di riserve. Domani (oggi ndr) ci saranno tutti i titolari e, come ha detto Mihajlovic, sarà unaltra storia».
Non bisognerà ripetere gli errori di Atene. «Dopo il 2-1, visto che controllavamo la gara, i ragazzi non hanno pensato che il Panathinaikos potesse rientrare in partita con il cuore e la determinazione, e non con la fortuna come si è detto. Quando prendiamo gol e perdiamo lo diciamo. Lo stesso discorso deve essere fatto per la Roma quando vince. Il giudizio deve essere uniforme». Per la gara col Catania il tecnico chiama il pubblico, invocandone il sostegno. «Io dico sempre «si ama la squadra», se poi vogliamo fare dispetto alla moglie "tagliamoceli"».
Meglio non specificare che cosa. Gli obiettivi comunque sono chiari. «Stiamo facendo bene in campionato, abbiamo una Coppa Uefa molto bella da giocare. Dobbiamo tenere in alto il nome dellItalia, vogliamo tenere in alto il ranking Uefa, vogliamo far bene. Sono 50 anni che una squadra italiana (è un lapsus, probabilmente si riferisce alla Roma) non vince la Coppa Uefa, allora si chiamava Coppa delle Fiere per cui ci sono tanti motivi per cercare di far bene anche in Europa. Siamo in semifinale in Coppa Italia per cui questi sono i nostri obiettivi. Non dobbiamo chiudere nulla,dobbiamo essere realisti».
Una risposta la meritava Mourinho, che il giorno prima aveva detto che la Roma è una società furba che piange sul mercato e poi non cede i migliori. «Credo che abbia già risposto Montali. Io non aggiungo altro. Capisco Mourinho, perché non si è mai trovato in questa situazione. Troppo facile passare da Abramovich a Moratti...». Anche se poi per lo special one arriva una carezza. «Lui cerca di caricare la sua squadra, era
tanto che stava tranquillo ma adesso ha bisogno di caricare i suoi perchè ha una partita molto importante ed
unaltra fondamentale in settimana. Facendo così alza la tensione dei propri giocatori. E bravissimo e bisogna riconoscerlo». Domenica scorsa aveva detto di preferire lamatriciana alla partita dellInter, stavolta no. «Inter-
Sampdoria? Stavolta la guardo».