Prima gli applausi per Montali, poi quelli per Cissè

19/02/2010 alle 10:11.

CORSPORT (A. PALOMBARINI) - Di serate sportivamente epiche, lo stadio Olimpico di Atene ne ha vissute parecchie negli ultimi anni. Finali di Champions League, Olimpiadi oltre che partite di car­tello nella superlega greca tra le quali spicca il derby Panathinai­kos- Olympiacos. Parliamo comun­que del pubblico delle migliori oc­casioni, un avversario rinomato co­me la Roma, ci fossero stati anche Francesco Totti e Luca Toni, sareb­be stata una ricchissima serata di calcio, piena di nomi di calibro mondiale. Ci fossero anche i tifosi dell’Olympiacos, sarebbe una pas­serella di quelle abituali per Giam­paolo Montali, osannato in Grecia quando era allenatore di pallavolo, alla pari di un mito del



Questa è però la tana dei «verdi» di Atene, anche se la gente lo fer­ma, gli chiede l’autografo e gli fa i complimenti per essere passato al calcio. Il pubblico non sarà quello del Pireo dove l’ex c.t. del volley, ci ha lasciato il cuore, ma è caldo lo stesso. In sessantamila per vedere il Panathinaikos contro la Roma, in attesa di una partita memorabile senza tantissime pretese perchè domenica c’è il Paok a Salonic­co, li si che sarà una bolgia. Nell’undici dei padroni di casa manca Gilberto Silva, però c’è Cis­sè. Il tanto osannato dai media in Grecia, centravanti francese, per il quale si è scomodato un assistente del c.t. della Francia, Reymond Do­menech, c’è ma per un tempo non si vede. Si nota per la barba bionda. Il look non è quello dei tempi mi­gliori, ma la voglia si quella c’è.



La mira latita fino a pochi secon­di dal termine. Basta vedere il col­po di testa uscito di poco fuori, giu­sto prima dell’intervallo, dopo un eccellente azione di Leto sulla sini­stra e quello che alla fine regala ai padroni di casa una vittoria che fi­no a 10’ dalla fine sembrava impossi­bile. La stella del Panathinaikos si batte con la difesa romanista che ri­mane concentrata e vigile, impeccabile a non lasciare il mi­nimo spazio per 85’. Poi capitola e per la Roma è la pri­ma sconfitta dopo 20 incontri, ma forse va bene anche così.



Corti a centrocampo, per poi ri­partire, i giallorossi controllano senza strafare. Il Panathinaikos si batte alla pari e ha il merito di non abbattersi. A fare da cornice i 1500 tifosi della Roma che sono in cima al secondo anello, vicino allo schermo elettro­nico. Si fanno sentire eccome, so­prattutto quando quelli del Pana­thinaikos, si fanno battere dallo sconforto. La partita nella prima frazione, dura in pratica fino alla magia di Mirko Vucinic. La rete del montenegrino, particolarmente ispirato al 29’, poi il silenzio. Un sussulto per l’occasione di Cissè, il tiro di Katsuranis ribattuto da Do­ni, poi niente. Ranieri segue come sempre la partita in piedi. Si arrab­bia quando i suoi perdono palla, si scompone solo per qualche contra­sto perso e le occasioni sprecate in contropiede.



E’ lo spirito di questa Roma che conquista anche la capitale greca. Combattere su ogni pallone fino al fischio finale e poi crescere dopo aver affrontato le difficoltà. Questo messaggio, il coach dei greci Nikos Nioplias, dopo l’exploit di ieri sera, spera l’abbiamo recepito anche i suoi e alla fine pare proprio di sì. Azzeccati i due cambi, con i due gol del pareggio che portano le firme di Salpinghidis (l’attaccante in sca­denza di contratto e già in direzio­ne Paok, alla fine della stagione) e Christodoulopoulos, Nioplias si sbraccia in panchina, perchè ama il calcio italiano e vuol fare bella figu­ra.



L’andamento incerto dell’incon­tro, lo terrà sulla corda fino al rigo­re guadagnato da Cerci e trasfor­mato da Pizarro, poi la speranza lo galvanizza e ci pensa Cissè a farlo gioire definitivamente. Festeggia Pizarro che si porta sotto la curva dei tifosi romanisti. Poi Cissè si prende tutti gli applausi e il Pana­thinaikos torna a respirare di nuo­vo dopo una settimana difficile pie­na di tensione. Negli spogliatoi, la foto da incorniciare è quella di Me­xes che ritrova il suo amico dei tempi dell’Auxerre.