
CORSPORT (A. PALOMBARINI) - Di serate sportivamente epiche, lo stadio Olimpico di Atene ne ha vissute parecchie negli ultimi anni. Finali di Champions League, Olimpiadi oltre che partite di cartello nella superlega greca tra le quali spicca il derby Panathinaikos- Olympiacos. Parliamo comunque del pubblico delle migliori occasioni, un avversario rinomato come la Roma, ci fossero stati anche Francesco Totti e Luca Toni, sarebbe stata una ricchissima serata di calcio, piena di nomi di calibro mondiale. Ci fossero anche i tifosi dellOlympiacos, sarebbe una passerella di quelle abituali per Giampaolo Montali, osannato in Grecia quando era allenatore di pallavolo, alla pari di un mito del
Questa è però la tana dei «verdi» di Atene, anche se la gente lo ferma, gli chiede lautografo e gli fa i complimenti per essere passato al calcio. Il pubblico non sarà quello del Pireo dove lex c.t. del volley, ci ha lasciato il cuore, ma è caldo lo stesso. In sessantamila per vedere il Panathinaikos contro la Roma, in attesa di una partita memorabile senza tantissime pretese perchè domenica cè il Paok a Salonicco, li si che sarà una bolgia. Nellundici dei padroni di casa manca Gilberto Silva, però cè Cissè. Il tanto osannato dai media in Grecia, centravanti francese, per il quale si è scomodato un assistente del c.t. della Francia, Reymond Domenech, cè ma per un tempo non si vede. Si nota per la barba bionda. Il look non è quello dei tempi migliori, ma la voglia si quella cè.
La mira latita fino a pochi secondi dal termine. Basta vedere il colpo di testa uscito di poco fuori, giusto prima dellintervallo, dopo un eccellente azione di Leto sulla sinistra e quello che alla fine regala ai padroni di casa una vittoria che fino a 10 dalla fine sembrava impossibile. La stella del Panathinaikos si batte con la difesa romanista che rimane concentrata e vigile, impeccabile a non lasciare il minimo spazio per 85. Poi capitola e per la Roma è la prima sconfitta dopo 20 incontri, ma forse va bene anche così.
Corti a centrocampo, per poi ripartire, i giallorossi controllano senza strafare. Il Panathinaikos si batte alla pari e ha il merito di non abbattersi. A fare da cornice i 1500 tifosi della Roma che sono in cima al secondo anello, vicino allo schermo elettronico. Si fanno sentire eccome, soprattutto quando quelli del Panathinaikos, si fanno battere dallo sconforto. La partita nella prima frazione, dura in pratica fino alla magia di Mirko Vucinic. La rete del montenegrino, particolarmente ispirato al 29, poi il silenzio. Un sussulto per loccasione di Cissè, il tiro di Katsuranis ribattuto da Doni, poi niente. Ranieri segue come sempre la partita in piedi. Si arrabbia quando i suoi perdono palla, si scompone solo per qualche contrasto perso e le occasioni sprecate in contropiede.
E lo spirito di questa Roma che conquista anche la capitale greca. Combattere su ogni pallone fino al fischio finale e poi crescere dopo aver affrontato le difficoltà. Questo messaggio, il coach dei greci Nikos Nioplias, dopo lexploit di ieri sera, spera labbiamo recepito anche i suoi e alla fine pare proprio di sì. Azzeccati i due cambi, con i due gol del pareggio che portano le firme di Salpinghidis (lattaccante in scadenza di contratto e già in direzione Paok, alla fine della stagione) e Christodoulopoulos, Nioplias si sbraccia in panchina, perchè ama il calcio italiano e vuol fare bella figura.
Landamento incerto dellincontro, lo terrà sulla corda fino al rigore guadagnato da Cerci e trasformato da Pizarro, poi la speranza lo galvanizza e ci pensa Cissè a farlo gioire definitivamente. Festeggia Pizarro che si porta sotto la curva dei tifosi romanisti. Poi Cissè si prende tutti gli applausi e il Panathinaikos torna a respirare di nuovo dopo una settimana difficile piena di tensione. Negli spogliatoi, la foto da incorniciare è quella di Mexes che ritrova il suo amico dei tempi dellAuxerre.