
CORSPORT (P. TORRI) - «Sto bene». Philippe Mexes lo dice guardandoti negli occhi, dando quasi la sensazione di voler aggiungere qualche cosa. Conoscendo la risposta, «qualsiasi giocatore vuole sempre giocare»,
Sono da poco passate le dieci di mattina (greche), la location è laeroporto di Atene, la Roma si sta imbarcando sul charter per tornare a casa. La notte non ha portato consiglio. Nel senso che si sono cercate risposte senza trovarle, a una sconfitta sì rimediabilissima, ma che ha lasciato lamaro in bocca e qualche faccia inquieta. Come, appunto, quella del difensore francese.
ESCLUSIONE - Alzi la mano chi, logicamente, non si aspettava Mexes in campo contro il Panathinaikos. E alzata la mano pure del difensore. Che sperava di tornare a respirare almeno laria del calcio europeo. Niente da fare. Panchina per novanta minuti. Inevitabile un po di delusione. Resa ancora più grande dal fatto che Mexes sapeva che in tribuna, nello stadio ateniese, aveva preso posto uno dei collaboratori più stretti di Raymond Domenech, quel simpaticone del ct della nazionale francese. Pierre Mankovsky ha fatto tappa ad Atene per vedere il rinato Cissè, ma anche per avere lopportunità di analizzare dal vivo proprio il difensore della Roma. Poteva essere una buona occasione per Mexes per rilanciare la sua candidatura per il Mondiale, se non altro per strappare una convocazione per la prossima amichevole del 3 marzo che la Francia giocherà contro la Spagna, in un reparto difensivo che ha infortunati Gallas e Abidal, in condizioni di forma pessime Squillaci ed Escude. Invece niente, panchina per Mexes, Burdisso e Juan ancora titolari in quella che, ormai lo dicono fatti, è la coppia titolare dei centrali difensivi preferita da Claudio Ranieri. Si potrebbe essere anche daccordo con il tecnico romanista, semmai si potrebbe discutere sul fatto che, forse, una gestione più lunga della squadra, potrebbe essere un vantaggio per tutti, a cominciare dalla squadra stessa.
CONTRATTO - Mexes finora è rimasto assolutamente tranquillo nel suo nuovo ruolo, inedito per lui, di panchinaro. Anche se, per molti motivi, non può essere una situazione che gli faccia piacere perché « qualsiasi giocatore vuole sempre giocare ». Il suo procuratore, Olivier Jouanneaux, pochi giorni fa ha dichiarato che « erte volte a Roma trattano Philippe come fosse al primo anno in giallorosso». Il contratto del giocatore è in scadenza nel 2011. Da escludere che possa rimanere in panchina fino a quella data, soprattutto in una squadra impegnata in tre competizioni.