
CORSPORT (P. TORRI) - Minuto trentanove del primo tempo. Il pallone va verso Julio Sergio. Il brasiliano, già protagonista di un paio di interventi importanti, si sposta verso la palla, unocchiata allarbitro per capire se può prenderla con la mano (ok), ma anche una smorfia che allistante sembrava inspiegabile. Spiegazione arrivata dopo pochi secondi perché il portiere invece di rinviare, butta con le mani il pallone in fallo laterale e si accascia a terra, toccandosi la parte interna della coscia destra. Si capisce subito che difficilmente potrà continuare, lintervento del medico conferma, Julio Sergio esce, entra Doni peraltro senza che i due si dessero perlomeno la mano...
Certo visto come è andata la partita, senza quellinfortunio forse staremmo qui a commentare un altro risultato. Il rischio è che il problema potrebbe non essere finito qui, come ha confermato lo stesso brasiliano nel dopo partita: «Quando mi è arrivato quel pallone toccato da De Rossi, mi sono spostato per andare a raccoglierlo, sentendo però subito una fitta alla coscia. Ho capito subito che non era una cosa di facile soluzione. Ho messo fuori il pallone, dicendo ai nostri sanitari che non potevo continuare. Temo di dover stare fermo una settimana, farò gli accertamenti a Roma, speriamo che non sia nulla di grave, anche se per la partita di domenica prossima temo che sia difficile che ce la faccia a tornare. Il rammarico è doppio, prima di tutto per il risultato e poi per il mio infortunio. Non meritavamo di perdere, avevamo quasi sempre controllato la partita con sufficiente tranquillità, è stato decisivo il finale. Resto dellidea che la Roma sia più forte del Panathinaikos, abbiamo tutte le possibilità di qualificarci, ma sarà fondamentale non sbagliare nulla nei novanta minuti di ritorno» .
TADDEI - Severissimo. Lesterno brasiliano nel dopo partita non ha lesinato parole dure nei confronti della sua Roma. Certo, a caldo, la sconfitta era ancora sulla pelle e Taddei ha voluto ribadire a tutti che certi cali di concentrazione non sono più ammissibili: «Qui ad Atene non ho visto la vera Roma. Abbiamo giocato male, nel primo tempo non siamo quasi mai riusciti a fare tre passaggi di fila. La Roma è unaltra. E questo è il calcio, non puoi permetteri cali di concentrazione, vieni punito oltre i tuoi demeriti, come è accaduto contro i greci. Nel finale è mancata anche un po di cattiveria. E chiaro che ci possiamo qualificare, ma servirà la Roma vera per tutta la partita. Ora dobbiamo dimenticare subito, pensare al Catania e poi ci sarà tempo per dedicare le nostre forze alla gara di ritorno con il Panathinaikos» .
JULIO BAPTISTA - Poteva essere unaltra sua occasione, non è che la Bestia labbia sfruttata al meglio: «Abbiamo cominciato bene, ma finito male. Non è un brutto risultato in chiave coppa, ma certo avevamo la vittoria in mano. Ma in Europa certi errori si pagano. Doni non ha colpe, quando si perde si perde tutti insieme. Eravamo concentrati, il campionato non centra, il calcio è questo. Ora dobbiamo pensare a vincere la prossima. A me non sono mai interessate le voci di mercato, mi interessa fare il mio lavoro, io ho sempre pensato solo alla Roma. Adriano è un grande, ma adesso bisognerà vedere se potrà venire, se dovesse arrivare darebbe un contributo importante perché è un campione» .