La Roma non molla niente

26/01/2010 alle 08:37.

IL TEMPO - Parola di Claudio Ranieri alla vigilia della gara «secca» di coppa Italia che vale un posto in semifinale. Stasera arriva il Catania che non ha mai vinto all'Olimpico e il tecnico guarda già oltre l'ostacolo: «Vogliamo andare in finale». Per provare a cucirsi la «stella d'argento» bisogna battere i siciliani, rinfrancati dalla cura Mihajlovic, e poi battere in una doppia sfida la vincente tra Milan e Udinese (in campo domani). Ranieri ci crede nonostante l'emergenza in attacco. Totti e Vucinic restano a casa insieme agli infortunati Toni e Baptista.

Per provare a cucirsi la «stella d'argento» bisogna battere i siciliani, rinfrancati dalla cura Mihajlovic, e poi battere in una doppia sfida la vincente tra Milan e Udinese (in campo domani). Ranieri ci crede nonostante l'emergenza in attacco. e Vucinic restano a casa insieme agli infortunati Toni e Baptista.

Fuori dai convocati anche Julio Sergio, Andreolli, Tonetto e Faty. L'ottimismo deriva dai risultati - quindici gare senza sconfitte - ma guai a farsi contagiare dall'euforia ritrovata in à dopo la vittoria di Torino. «Se non capiamo questo - avverte l'allenatore - significa che non siamo ancora una grande squadra. La Roma sta entrando a piena velocità nella curva fatidica di cui ho parlato in passato: non dobbiamo sbandare. Bisogna ripulire in fretta il cervello, il Catania sta attraversando il miglior momento della stagione, viaggia a mille all'ora e cercherà di colpirci in contropiede. Se non siamo concentrati rischiamo una brutta figura».

Meglio insistere sul profilo basso. Anche per il campionato, «perché la classifica - ammette Ranieri - dice la verità. L'Inter ha campioni con grandi doti caratteriali. Mourinho sta facendo un ottimo lavoro perché confermarsi è più difficile che vincere».

Inevitabile per Ranieri tornare sulla serata della «vendetta» contro la . «Più bello del derby? Sono comunque sei punti. La vittoria ha un buon sapore e avendo assaggiato l'amaro, il dolce lo riconosciamo subito. Ma io sono abituato a pensare positivo nei momenti difficili e a ricordarmi che può esistere il rovescio della medaglia quando invece le cose vanno bene. I dirigenti bianconeri? Non posso salutarli se non li incontro. Potrebbe pure essere stata una mia scelta, io comunque posso guardare tutti a testa alta e dritto negli occhi».

I tifosi romanisti lo hanno abbracciato sabato notte a Fiumicino, «forse sono stati un po' troppo "calorosi", ma meglio caldi d'amore che incazzati neri... ». Gli è piaciuto anche il paragone di tra lui e Mazzone. «Mi ha fatto piacere, siamo romani». Sulle scelte di mercato è chiaro. «L'eventuale cessione di Motta al Manchester è una questione numerica: tre esterni di destra sono troppi, abbiamo anche Burdisso che può giocare lì. L'infortunio di Toni non cambia le valutazioni su Baptista: mi piacciono le rose "giuste" e spero che Luca torni presto». Stasera affiderà l'attacco a Menez («mi aspetto che faccia il Menez) e Okaka, con Cerci ruota di scorta. Un turno a Juan, in difesa si rivede Mexes.