
IL ROMANISTA (V. META) - Trasferta italiana per linglese Petrucci. Due anni fa il suo trasferimento dalla Roma (giocava negli Allievi Nazionali) al Manchester United fece gridare allo scippo. Oggi Davide Petrucci ha diciotto anni ed è uno dei cardini dellUnder 19. «Sono davvero felice di essere qui sorride Giocando vicino a Roma, ho potuto sentirmi vicino il pubblico della mia città».
E quello dei Red Devils? Come vanno le cose a Manchester? «Alla grande. Ho la fortuna di giocare in un bellissimo ambiente, il massimo per un ragazzo. Lesordio con la prima squadra? Certo che ci penso, sono lì per quello».
Viste dallestero le "politiche giovanili" dei club italiani devono sembrare quantomeno discutibili. Che idea si è fatto Petrucci? «In Italia ci sono tanti giovani bravi, il problema è che non sempre vengono lanciati dagli allenatori. Allestero si azzarda di più. Però tutto dipende dalle scelte dei tecnici. È vero, in Inghilterra cè una mentalità diversa, se sei bravo giochi e non importa il nome e il numero che hai sulla maglia».
Ma Petrucci consiglierebbe a un giocatore italiano di trasferirsi allestero a sedici anni? «Io posso dire di essere molto soddisfatto della mia scelta, la rifarei altre cento volte. Tornare in Italia? Non lo so è presto per pensarci. Ma alla Roma ho lasciato tanti amici. Li sento ancora, non si possono cancellare sei anni di amicizia solo perché adesso abito lontano».