
GASPORT (L. CURINO) - Lironia della sorte ha voluto che Antonio Candreva, romano e romanista, arrivasse alla Juventus allantivigilia della partita contro la Roma. Ferrara, con tre centrocampisti fuori causa, vuole buttarlo subito nella mischia insieme a Momo Sissoko, rientrato sempre ieri dalla Coppa dAfrica. Lo stima non meno di Lippi, che lo ha già chiamato in Nazionale per lamichevole con lOlanda, e ricorda che a settembre in Juve-Livorno fu il migliore e il più pericoloso degli avversari.
La prima giornata Domani sera ci saranno dunque estro e fisico alle spalle di Diego e di fianco a Marchisio, riproponibile in regia al posto di Felipe Melo squalificato. Candreva, 23 anni fra un mese, è «emozionatissimo», come ha confessato nella presentazione incellophanata da Juve Channel, in un tripudio di superlativi. Dopo un passaggio in sede, dove ha conosciuto Blanc, è arrivato a Vinovo allora di pranzo, accompagnato dalla fidanzata Valentina, e ha scelto il numero 26 che fu di Davids. Il primo a salutarlo è stato Claudio Marchisio, guarito dalla febbre, poi Giovinco e De Ceglie, tutti suoi compagni nelle varie nazionali giovanili. Con gli altri invece si è dovuto presentare, perché «praticamente li avevo visti solo in tv». Tra questi anche Ferrara, che lo ha indottrinato prima dellallenamento a cui ha assistito la nuova Triade al completo. Poi, in ritiro anticipato con la squadra.
Dagli Allievi a Lippi Eppure, a dispetto delletà, Candreva ha già sei anni di professionismo alle spalle, avendo esordito in Serie B appena sedicenne con la Ternana. Da lì nel 2007 lo prese per mezzo milione di euro lUdinese che lo fece esordire a 20 anni in A prima di prestarlo al Livorno in B. La passata stagione Antonio ha riconquistato la A, dove si è fatto notare da Lippi, fino al grande salto di questa settimana, per il quale la sua valutazione ora è di 15 milioni di euro. «Arrivare alla Juve è il sogno di qualsiasi calciatore ha detto . Ma io non me laspettavo così presto».
Più assist che gol Candreva è un centrocampista offensivo. «Fin da piccolo ho sempre giocato trequartista, ma questanno ho anche fatto la mezzala. Mi piace giocare semplice e toccare tanti palloni». Più per gli altri che per sé visto che dai suoi piedi escono più assist (3 questanno) che gol (0). «Sì, non sono uno che segna tanto. Sono più altruista, mi piace fare il passaggio per i compagni». Ad ogni modo se domani dovesse segnare «esulterò», alla faccia dei suoi idoli Totti e De Rossi. «Ormai queste cose non contano più».