Quando il samba Roma faceva ballare la Lazio

02/12/2009 alle 09:25.

GASPORT (A. CATAPANO) - Fu poco più di un anno fa che Julio Baptista si trasfor­mò in Bestia e si mangiò la La­zio. E fu, ovviamente, Totti a in­tuire per primo la trasformazio­ne in atto: lo vide ruggire nei pressi di Carrizo, farsi largo tra le maglie biancocelesti, occupa­re quella mattonella un attimo prima di Vucinic (tanto lo bru­ciò che un telecronista prese un abbaglio, e dire che i due non si somigliano). Appena la Bestia si piazzò, Totti gli servì un pallo­ne da divorare, e con esso tutta la Lazio: fu la sua cena quella sera. E dal giorno dopo, Julio Baptista divenne un eroe. Al­l’inizio, fu vera gloria: fermato per strada, incitato dai passan­ti, inseguito al ristorante. Qual­cuno tentò perfino di creare un menu-Baptista: «Gli piace la carbonara», svelò..

A galla Tutto questo accadeva un anno fa. Oltretutto, la storia di Baptista, la sua lenta e pro­gressiva involuzione — compli­ci tanti e fastidiosi acciacchi fisi­ci —, passato da eroe nel derby a comprimario di questa Roma, può essere usata come paradig­ma per alcuni suoi compagni e connazionali. Almeno un paio, hanno condiviso con Julio Bap­tista lo stesso percorso. Grandi protagonisti nei derby, calciato­ri una volta importanti, qui e al­trove, oggi devono sperare di giocare con il Basilea in Europa League per raggranellare qual­che minuto. Prendiamo Tad­dei, che pure rispetto alla Be­stia è riuscito a restare a galla, tra luci e ombre, ma comunque è rimasto in prima linea, ha avu­to le sue repliche da consuma­re, i suoi minuti da giocare. Pe­rò, rispetto al Taddei che segna­va alla Lazio (due reti: un gran colpo di testa in un derby stori­co e un rimpallo in un derby sfortunato), rispetto a quel gio­catore che correva per tre e spesso segnava pure, rispetto a quel calciatore insostituibile della Roma di Spalletti, questo è un altro, e non gli somiglia per niente. E, oltretutto, rischia di aver perso il posto a vantag­gio del tridente.

Tribuna o panchina? Doni, inve­ce, che in un derby fece il suo esordio in Italia, il posto lo ha perso da qualche settimana: vit­tima dei suoi dolori e della sua presunzione. Per fortuna della Roma e di Ranieri, e per grande sfortuna di Doni, Julio Sergio si è tolto di dosso l’odore della naf­talina e si è infilato i guanti di­mostrando di saperci fare come il compagno. Ma sì, può anche lasciargli il posto domani sera, ma difficilmente le gerarchie cambieranno di nuovo. Chiu­diamo con un passaggio breve su Cicinho: è un peccato, ma contro il Basilea lui può al mas­simo passare dalla tribuna alla panchina.