
IL ROMANISTA (T. RICCARDI) - Di lui hanno paura, su questo non cè dubbio. Non tanto per quella faccia lì, tra lindolente e laddormentato dalla quale potresti aspettarti di tutto. Ma perché con la sua classe Jeremy Menez può cambiarti la partita sempre, da un momento allaltro. Non è un caso che Geremia sia il giocatore della Roma in campionato - più tartassato dai difensori avversari: 26 falli subiti.
Allandata contro gli svizzeri venne schierato dal primo minuto come una riserva che doveva convincere. Parliamo del 17 settembre, preistoria. Nel frattempo, chi doveva cambiare idea lha cambiata, eccome. Merito soprattutto di Ranieri, che con Menez ha usato più il bastone che la carota, riprendendolo duramente negli spogliatoi davanti ai compagni al termine di Roma-Cska Sofia. E non solo in quelloccasione.
Tanto ha detto, tanto ha fatto, che le cazziate di Claudio Martello hanno sortito leffetto desiderato. Jeremy ha cominciato a diventare indispensabile per la squadra. Iniziando da Milano, finendo a Bergamo, dove sì non ha disputato la miglior partita della sua storia, ma dove ha fatto vedere che quando non è in giornata, almeno ci mette il fritto tornando ad aiutare i compagni a centrocampo. Geremia ha capito la lezione: «Forse perché ha visto che lallenatore quello che gli dice glielo dice per il suo bene e non contro di lui», ha detto Ranieri di recente.
Si parlava del derby, troppo importante per lui. Stavolta vuole lui lasciare il segno, dopo che lo scorso anno nella partita di andata aveva fallito un gol clamoroso, che poteva essere il 2-0 e tutti a casa. Fa niente, a casa