
GASPORT (M. CALABRESI) - «La Roma dovrebbe tenersi stretti i giocatori della Primavera». Ma anche: «A Roma è facile sentirsi arrivati». Se a pronunciare queste parole è Daniele Galloppa, uno che si è conquistato la Nazionale lontano da casa, cè da credergli. Il centrocampista convocato da Lippi in azzurro ricorda i trascorsi nel vivaio giallorosso come se fosse ieri, e le «meteore » che di quelle squadre fecero le fortune. Torniamo indietro di dieci anni, al 1999, lanno doro del settore giovanile della Roma, che vinse due scudetti in due giorni: il primo, con gli Allievi Nazionali della classe 82, quella di Amelia e DAgostino, un gruppo a cui Mauro Bencivenga..
Giramondo Quattro su tutti, secondo Galloppa, «avevano grandi qualità»: il più grande era Emanuele Morini, anche lui campione Allievi. Dopo le esperienze con Bolton e Panachaiki (Grecia), è tornato in Italia, dove ha anche giocato in B a Vicenza, prima dellattuale avventura a Plovdiv, in Bulgaria, dove al Botev si è trasferita una vera colonia italiana, guidata dal tecnico Enrico Piccioni. «Lo sento spesso continua Bencivenga - . Aveva un grande talento, ma non è riuscito a fare il definitivo salto di qualità».
Stelle mancate Il secondo tricolore arrivò grazie ai ragazzi del 1984, guidati da Alberto De Rossi. Era la squadra di Aquilani, Ferronetti e Corvia, con questultimo che si giocava il posto con Alessio Viscontini, Alessandro De Witt e Adriano Mantioni, gli altri tre «esempi » di talenti inespressi. Mantioni ha smesso di giocare in estate, dopo aver chiuso la carriera nel Tor di Quinto (Promozione).
Barista Ora lavora in un bar: «Pensavo di essere stato dimenticato da tutti dice - . E un onore che Galloppa abbia fatto il mio nome: in quella squadra cerano altri grandi giocatori, che poi hanno avuto meno fortuna. Contassero solo la tecnica e i piedi, probabilmente a certi livelli ci sarei rimasto anchio». Anche Viscontini ha lasciato il calcio per dedicarsi al lavoro mentre De Witt, fino allo scorso anno, ha vestito la maglia del Rieti (Serie D).