Vucinic, che incubo. Erroraccio e fischi. Poi lacrime di rabbia

26/10/2009 alle 09:21.

GASPORT (A. CATAPANO/G. GREISON) - Cronaca di una domeni­ca di piccole follie, alcune dav­vero fuori dall’ordinario. Pre-partita, arrivano le forma­zioni: Pizarro non è nemmeno in panchina, colpa del mal di schiena. Minuto 1: squadre in campo, Roma con il rombo, Fa­ty trequartista. Minuto 25 cir­ca: Faty si scambia con Perrot­ta, ma mezzo primo tempo è an­dato. Minuto 1 del secondo tem­po: dov’è Menez? Al suo posto Guberti, che comunque non se la cava male. Minuto 9: Vuci­nic, che hai fatto? Minuto 15: entra Baptista e finisce per limi­tare Guberti, che bella pensata. Minuto 20: Taddei è malcon­cio, al suo posto Pit. Non è uno scherzo. Minuti successivi: mol­ta confusione, grandi mischie, qualche battibecco, ..

Grossa crisi Quindi, riepilogan­do: malanni, scelte incompren­sibili, sonore bocciature, ­stazione, casi alcuni conclama­ti altri sussurrati. I giocatori non parlano, per ordini superio­ri. Ranieri è deludente anche in sala stampa, ha alibi sacrosanti (le assenze di e Pizarro), ma li chiama in causa continua­mente. Poi, quando dice «dopo il dolce ci tocca l’amaro» e «Ci­cinho non ha ancora il passo fluido» sembra confuso. Co­munque, a sentire lui quasi tut­ti i giocatori della Roma non si allenano, o perché sono infortu­nati o perché vanno in Naziona­le. Avrebbero bisogno di «recu­perare » (verbo usato una deci­na di volte), ma ci sono le parti­te e la rosa della Roma è quella che è, quindi «a Vucinic sto chie­dendo sacrifici» e « de­ve giocare così come sta», ma­luccio in effetti. Ma partiamo da Vucinic, che dei casi è quello conclamato ma anche il più in­nocente: senza particolari retro­scena, c’è un calciatore in crisi tecnica e forse anche d’identi­tà. Chi sono? Che mestiere fac­cio? So ancora segnare? Sem­brerebbe di no. A qualcuno fa rabbia, a qualcun altro tenerez­za. L’errore di ieri ha causato una frattura con la tifoseria e un’ulteriore perdita di autosti­ma del ragazzo: negli spoglia­toi Vucinic ha pianto. Ranieri deve recuperarlo, anche per­ché «senza e con Mirko co­sì, ho le cartucce bagnate».

Umore nero e dolorini Bene, si fa per dire. Menez ieri ha giocato 15’ di buon calcio, poi è sparito dalla partita. Nell’intervallo è ri­masto negli spogliatoi. Ranieri ha spiegato così la sostituzio­ne: «Ha giocato tre partite in una settimana, era stanco, for­se potevo tenerlo in panchina e inserirlo poi. Anche lui ha avu­to problemi e deve recupera­re ». A guardarlo in faccia, però, Menez deve recuperare solo l’umore. «Io stavo bene, non so­no uscito per problemi fisici». Olè. Infine, Pizarro. Gran pro­fessionista, calciatore indispen­sabile, allettato da un doloroso mal di schiena (ma non aveva guai al ginocchio?), dunque non c’è nulla di strano. Eppure, qualcuno ritira fuori la storia del contratto in scadenza, ma a pensar male si fa peccato. Il se­guito lo conoscete.