Ranieri, bastone e champagne

21/10/2009 alle 09:01.

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - La differenza si vede sempre, a volte come ieri si sente. Allenamento del mattino di una giornata particolare per Claudio Ranieri: era il suo compleanno, 58 anni, quasi tutti passati ad aspettare i giorni chesta vivendo da inizio settembre: da Testaccio alla Roma, un'odissea come Nessuno. Tanti auguri.

Allora una cosa: a Roma Ranieri è tornato se stesso. Come ha risposto in diretta alle tv di vossignoria, è stato un altro godimento per il romanista: secco, tranciato, ma tranquillo, sicuro. Romano. Romanista. Gli indicatori già c'erano, ma si continuano a trovare dovunque. La strigliata non è un particolare buttato lì, ha più di un significato: innanzitutto arriva in piena polemica arbitrale, come a dire a tutti, e ai giocatori per primi: "qui non ci sono alibi, se le partite ce le fanno perdere, noi dobbiamo provarle a vincere comunque". Arriva in un giorno di festa e non è secondario: è indice di professionalità, di un rapporto costruito e finalizzato con la squadra soltanto per arrivare ai risultati. Dovrebbe essere una cosa scontata, ma nel calcio non è così. In questo è molto capelliano Ranieri. Però a fine seduta - e questa è la cartina di tornasole più lucida - i giocatori hanno festeggiato il proprio tecnico, a bollicine di champagne, segno pressoche incontrovertibile di un rapporto vero tra lo spogliatoio e chi lo guida. Sincero. In questo sa un po d', Ranieri. che oggi gli ha riservato un palchetto da . Beneaugurante e struggente, tra i ricordi di Chelsea e quei soliti vecchi sogni di coppe e di campioni di chi soltanto è passato da queste parti.

Un pò Capello, un pò , ma poco Spalletti. Finora l'ultimo Claudio Massimo di Roma ha spesso vinto in rimonta, quasi sempre segnato all'ultimo minuto, specchio riflesso in faccia della squadra del suo essere cazzuto. Rosetti a parte, la sconfitta milanese è arrivata subendo una rimonta, vecchia piaga d'Egitto di Spalletti che aveva accettato questa caratteristica della squadra come fosse un dato naturale. Ranieri proprio non ci sente. Alla prima sconfitta, arrivata soltanto perchè l'arbitro era uno appena sceso dall'anello Sud delle Brigate Rossonere, se li è mangiati e loro hanno bevuto. Con lui. Che non è nè Capello nè , tantomeno Spalletti, ma Claudio Ranieri. La differenza si vede sempre, a volte come ieri si sente.