
IL TEMPO (T. CARMELLINI) - Eppur si muove! Finalmente verrebbe da dire, perché lo sfogo di ieri è il primo atto vero di Rosella Sensi da presidente della Roma. È servito lo sfacelo di San Siro, ennesimo sopruso subito dalla squadra che fu del papà, per far scattare qualcosa nella psiche complessa del nuovo numero uno giallorosso.
Essere vice presidente di Lega non vuol dir granché se ci si limita a far passerella nei saloni tirati a lucido del palazzo. No, stare «dentro» deve servire non tanto a far ciò che molti (sbagliando) si aspetterebbero e che il malcostume italiano ha più volte palesato, ma almeno a non subire o far subire ad altri le angherie dei soliti noti. Ricordi, cara Rosella, che papà Franco (benemerito) per molto meno era capace di ribaltare il mondo, di mettere a ferro e fuoco le poltrone che contano senza dar loro respiro fino a ragione ottenuta. Vero, battaglie forse contro mulini a vento che spesso non hanno poi portato a nulla se non all'irrobustirsi di quel vento del Nord costato più volte caro alla Roma. Ma vivaddio, almeno il «sor Franco» li faceva saltare dalle sedie come grilli.
La speranza è che lo sfogo pubblico della Sensi sia una presa di posizione dura per il futuro, che valuti anche azione concrete, e non l'ennesimo inutile colpo di testa di una proprietà con l'acqua alla gola. Almeno stavolta non ha ascoltato chi mal la consiglia e ha agito di testa sua... è già qualcosa.