CORSPORT (L. CASCIOLI) - La partita con il Livorno ci ha dato la sensazione di uno scomodo viaggio in un autobus molto affollato, cattivi odori compresi. I giocatori giravano a vuoto su se stessi, alla ricerca di uno sbocco di gioco più introvabile che inesistente e spesso siamo stati sul punto di suggerire loro quello che dovevano fare, invece che scrollare le spalle e rimettersi, si fa per dire, le mani in tasca. Che pena! E così la squadra, celebrata appena poche ore prima per il carattere che aveva dimostrato contro il Fulham, perde senza carattere e senza gioco, disputando una partita forse più brutta che ..
Anche perché, a questo punto i più sfortunati di tutti sono i tifosi, che non meritano una situazione come questa. Perché non c'è solo la sconfitta, c'è di peggio. C'è che Menez, dopo un tempo trascorso nel vicolo cieco dei suoi stucchevoli dribling, appare bruciato. Appare bruciato anche Faty, utilizzato male, ma privo della personalità su cui puntava l'allenatore, dandogli questa ricca opportunità.
Insomma si è fatto anche un bel rogo delle speranze future. Poi ci sono alcuni giocatori che appaiono del tutto spenti come Taddei. Per tacere di Vucinic, che ormai non è più un caso. E' un casino. E' il solo che dia ogni tanto l'impressione di poter fare gol, ma ancora non ne ha segnato uno. Ha fatto bene Ranieri a lasciarlo in campo, nonostante i fischi impietosi, ma il gol tanto atteso non è arrivato e anche lui adesso sta peggio di prima. Senza Totti, è calato il buio, ma la costatazione non migliora le cose, in quanto Totti non sarà eterno ed è molto grave dover dipendere da un solo giocatore, per di più nel tramonto dorato della carriera. Qual è insomma il futuro per questa squadra? Quale futuro soprattutto per una società che non può e non ha saputo correre ai ripari? Difficile resistere alla tentazione del pessimismo, anche perché i giocatori interpretano sciattamente una storia alla quale loro per primi dimostrano nei fatti di non credere più.
Corrono (?), si passano la palla, tirano in porta ( o cercano di tirare in porta), ma non riescono a farci dimenticare la faccia preoccupata di Ranieri, dapprima incredulo e poi disperato. Non riescono a impressionarci nemmeno quando nei minuti finali ci mettono, al contrario di quel che si dice a Roma, più anima che ?fortuna.
Dov'è finito Mirko Vucinic, spavento delle difese? Dov'è finito De Rossi, su cui si punta sempre a scatola chiusa? E dov'è soprattutto la Roma che avevamo celebrato come la squadra più bella del campionato? Inutile chiederlo a Ranieri, che in piedi, ai bordi del campo, si sta mangiando il fegato. E' stato chiamato a grattare il fondo della pentola e il ricorso all'agonismo, da lui sollecitato, offre sempre qualche appoggio alle squadre in ginocchio, a patto che i giocatori abbiano ancora energie da bruciare Certe partite insomma hanno il potere perfido di convincerci che la sconfitta diventa addirittura ovvia quando i protagonisti in campo ormai si esprimono senza un'oncia di vitalità.