LEGGO - Cinquecento tifosi e un manager. La proporzione della distanza tra la gente romanista e i vertici che stanno decidendo il futuro della Roma è nei numeri, nelle cose. Mentre a via Tupini i tifosi manifestavano per far sapere alle banche che la Roma non è un conto corrente, il vicepresidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona, escludeva ai cronisti la possibilità di mettere in mora la società. E visto che i soliti ambienti bancari escludono anche la via del mandato a vendere, la possibilità che venga nominato un "terzo" espresso dalle parti in causa (le banche e i Sensi) è pressoché realtà.
Unicredit e Mediobanca sono d'accordo sul nominare un manager, gestore o commissario che si dica, per traghettare l'As Roma alla cessione. Perché ciò avvenga ci vuole anche il consenso, più o meno placido, della famiglia Sensi che però di fatto in questa vicenda viene rappresentata da Mediobanca, il suo advisor. Come dire, il benestare è nelle cose. E nelle cose in una storia come questa ci sta anche l'ennesima sorpresa... Perché al di là dei cori di incoraggiamento ricevuti dai romanisti alle falde del Palaeur, Vinicio Fioranelli non si è dato per niente per vinto in questa storia: lo assicurano i suoi uomini e lo assicura anche lui a chi di dovere. Il suo legale, Nicola Irti, ieri ha voluto infatti giustificare i toni dellintervista a Sky in cui accusava le banche: «ho parlato da tifoso», ha detto.
Sembrerebbe che ieri l'agente Fifa rappresentate di una cordata svizzera tedesca che da gennaio sta cercando di comprare la Roma - abbia avuto dei contatti significativi con la stessa Mediobanca. Fioranelli aveva trovato l'accordo con i Sensi sui 201 milioni per il loro 67% di azioni, e i soldi per fare l'Opa, poi è stato stoppato dalle banche al momento dell'ultimo visto. Il paradosso è che questo visto potrebbe arrivargli da quello stesso gestore, o manager o commissario o quello che è che incaricato a guidare l'operazioni. Forse è troppo, perché forse la vicenda si risolve prima.
Sicuramente ci sono troppi forse. E sicuramente il garante più grande per la Roma restano i suoi tifosi. E' quello che hanno cercato di far capire ieri pomeriggio. E non si fermeranno a ieri. Riscone di Brunico è domani.




