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ATALANTA-ROMA: l'analisi tattica

16/02/2009 alle 13:43.

LAROMA24.IT - Sconfitta pesantissima e senza appelli per la Roma. L’undici di Spalletti è sceso in campo (?) con il consueto rombo. De Rossi vertice basso con Perrotta e Brighi intermedi e Pizarro estremo alto a sostenere l’accoppiata Totti-Vucinic. Si è opposta un’Atalanta disposta in campo con il 4-4-1-1 con Doni ad agire tra la linee e Floccari unica punta. Padoin ha agito da centrale di centrocampo accanto a Guarente, sostituendo l’infortunato play-maker Cigarini. Ma è sulle fasce che i nerazzuri hanno fatto loro il match. Come di consueto mister Del Neri ha puntato con forza al decentramento del gioco sui due out con Valdez (con l’ausilio di Bellini) a sinistra e Ferreira Pinto (con l’appoggio di Garics) a destra. Creando densità sulle fasce e accentrando repentinamente il gioco, i padroni di casa hanno spesso e volentieri trovato maglie larghe tra i difendenti romanisti. In più, il fattore-Doni ha fatto la differenza. Non è la prima volta che la Roma ha sofferto tremendamente il giocatore avversario che opera tra le linee di centrocampo e attacco. Solo in questa stagione, basti pensare a Kharja con il Siena, Mascara con il Catania, Di Gennaro con la Reggina.

Come di consueto mister Del Neri ha puntato con forza al decentramento del gioco sui due out con Valdez (con l’ausilio di Bellini) a sinistra e Ferreira Pinto (con l’appoggio di Garics) a destra. Creando densità sulle fasce e accentrando repentinamente il gioco, i padroni di casa hanno spesso e volentieri trovato maglie larghe tra i difendenti romanisti.

In più, il fattore-Doni ha fatto la differenza. Non è la prima volta che la Roma ha sofferto tremendamente il giocatore avversario che opera tra le linee di centrocampo e attacco. Solo in questa stagione, basti pensare a Kharja con il Siena, Mascara con il Catania, Di Gennaro con la Reggina. E in questa domenica da incubo per i colori giallorossi Cristiano Doni ha fatto il bello e il cattivo tempo. Ha rallentato e velocizzato il gioco a proprio piacimento. E’ riuscito nell’inserimento, nel tiro e anche nel supporto alla fase difensiva. In poche parole, è stato l’uomo in più per l’Atalanta. E Spalletti e i suoi non hanno saputo trovare nessun correttivo per contrastare l’intraprendenza del fantasista orobico.

Il campo di certo non ha dato una mano alla Roma, ma questo non basta neanche lentamente a giustificare una prestazione molle e vuota, soprattutto agonisticamente. Giallorossi sempre secondi sul pallone e mai in grado di accorciare la voragine presente, sin dai primi minuti (e accentuatasi con l’ingresso di Baptista in luogo di Pizarro), tra centrocampisti e tandem -Vucinic.


Ora Spalletti dovrà valutare attentamente, in vista della partita di sabato contro il Siena, come sopperire alle squalifiche di e Perrotta. E soprattutto, trovare le contromisure giuste alla squadra di Giampaolo, che guarda caso gioca con il trequartista. Croce dello scacchiere giallorosso.