ROMA-BORDEAUX: il quadro tattico

10/12/2008 alle 14:00.

IL ROMANISTA (LO MONACO) - Il Bordeaux ripresenta il vecchio sistema romanista: loro gli esterni ce l’hanno e provano a vincere così, ma al massimo riescono a tirare da lontano in un tatticissimo primo tempo che vede la paura di perdere prevalere sulla voglia di vincere che può far rischiare qualcosa. A dir la verità i francesi non fanno mai paura: né Gourcuff, il trequartista centrale, né la punta Chamakh, quasi mai serviti in una profondità che la difesa giallorossa non concede, e sterili quando retrocedono a cercare gloria più dietro.

non fanno mai paura: né Gourcuff, il trequartista centrale, né la punta Chamakh, quasi mai serviti in una profondità che la difesa giallorossa non concede, e sterili quando retrocedono a cercare gloria più dietro.

Sono più utili semmai Fernando e Diarra in

fase di non possesso, a chiudere ogni varco

nel mezzo anche con una certa brutalità. E

la Roma? Non si scopre, aspetta l’occasione

giusta, non offre mai il fianco, lascia gestire

il pallone ai francesi (62% del possesso) e si

bea della sua ritrovata impermeabilità. Così

il primo tempo passa senza neanche uno

straccio di un’occasione da gol: Menez sembra

ancora ispirato, ma le cose migliori le fa

lontano dalla porta, si batte in mezzo ai


I difensori ma è poco assistito, Julio Baptista

a volte sembra disattento e quando può far

male, su punizione dalla sua mattonella,

stavolta spedisce alto. Perrotta e Brighi corrono,

ma col pallone tra i piedi faticano ad

impostare, Panucci e Riise restano sempre

bassi e raramente si affacciano dalle parti

dell’area francese. Mexes e Juan non mollano

neanche un centimetro, anche per l’assistenza

impeccabile di , Doni fa un


miracolo su un colpo di testa di Chamakh

che non entrerà nel conteggio ufficiale perché

viziato da fuorigioco (dubbio). Nella ripresa

la Roma resta troppo bassa per dieci

minuti e consente ai francesi di avvicinarsi

pericolosamente, poi un duetto Perrotta-

Baptista apre la partita e spiana la strada,

grazie alla prontezza sottoporta di Brighi. Il

vantaggio rende tutto facile, il raddoppio entusiasmante

mentre Blanc inserisce inutilmente

tutte le punte a sua disposizione. E

nel finale c’è spazio pure per Pizarro, doppio

trequartista con La Bestia.