Il calcio sostenibile di Mourinho

In The Box
venerdì, 19 maggio 2023 alle 13:01
in the box calcio sostenibile
LR24 (AUGUSTO CIARDI ) - Dai 250 mila euro incassati per il prestito di Frabotta, ai 32 milioni di euro spesi per il cartellino di De Ketelaere. Spesso i luoghi comuni vengono spazzati via soltanto dai numeri. Inconfutabili. "José Mourinho allena soltanto squadre che possono permettersi spese folli per super campioni strapagati". Ecco, chi ancora cavalca questo luogo comune, è antiquato. Aggettivo usato per bollare il gioco di José Mourinho. Perché vuol dire che nella migliore delle ipotesi non dedica parte del suo tempo alla lettura di numeri che non possono essere discussi.
Dall'estate del 2021, alla sessione invernale del mercato 2023, la Roma in termini di cartellini ha un disavanzo di 52 milioni di euro. In 4 sessioni di mercato. Il tanto celebrato Milan dei giovani, del calcio sostenibile, la scorsa stagione ha chiuso con un -88 milioni a cui si aggiunge il -37 del 2022-23, per un disavanzo totale di 125 milioni di euro. L'opposto dell'Inter, che a causa del biennio precedente, cavalcato nel nome di Antonio Conte, ha dovuto recuperare soldi e ha chiuso con un attivo di 128 milioni di euro.
Poi bisogna sempre considerare chi puoi permetterti di vendere e in quale contesto temporale si fa compravendita. Prendiamo per esempio il Napoli. Vince uno scudetto super, contro ogni pronostico, decidendo per politica societaria di rinunciare a gente del calibro di Koulibaly e Ruiz, tanto per nominare chi non era in scadenza, e ha permesso di fare cassa fino a introitare, complessivamente, 80 milioni di euro a fronte, sempre nella stagione in corso, di 76 milioni di euro di spese. +4 milioni nel 2022-23. - 22 milioni di euro nel 2021-22. Totale -18 milioni di euro nell'ultimo biennio. C'è la Juventus che nel biennio chiude con un disavanzo di 60 milioni. Quindi la Lazio, che storicamente pratica calcio sostenibile, che ha chiuso la prima stagione di Sarri con -5 milioni e poi con +2,5 milioni nelle due sessioni di quest'anno. Per un totale in disavanzo di 2,5 milioni di euro.
Numeri e problemi del calcio italiano, potenzialità e stati di crisi che Mourinho conosceva bene quando ha sposato il progetto Roma. Poi ha scalciato, sbuffato, più di una volta si è lamentato, ma alla fine ha sempre portato a casa i risultati. Definitivi lo scorso anno, con la vittoria in Conference League. In progress ora, con alle viste la finale di Budapest. Lo scorso anno alzarono la coppa Zalewski e Afena-Gyan, i più utilizzati fra i giovani del vivaio. Ieri la Roma ha chiuso la partita di Leverkusen con Bove a destra e Zalewski a sinistra. Per i contabili del calcio, tutta plusvalenze. Con gli introiti di Felix la Roma si è ripagata il primo anno di stipendio di Mourinho. Con Bove e Zalewski, non sarebbe utopia immaginare un ipotetico incasso da 25 milioni di euro, tenendoci bassi, considerando che viviamo nell'epoca dei Casadei venduti a 15 milioni senza avere messo piede in Serie A.
Quindi Mourinho più di ogni altro allenatore di alta classifica in questi due anni ha lanciato in orbita ragazzi delle giovanili. Perché? Perché sa fare di necessità virtù. Poi è bravo anche a sbatterlo in faccia attraverso i mass media, perché demarca da sempre il suo territorio. Perché oltre a difendere il risultato in coppa deve anche difendersi dai luoghi comuni, dai Cassano che lo accusano quasi di fare fallire il club in cui lavora oltre a inventare la balla sul tecnico portoghese che non sa allenare le squadre. A suo favore depongono i numeri. La Roma, che in Europa ha meritato negli ultimi cinque anni il rispetto assoluto in Europa, con lui ha sublimato il percorso. Sapete come? Praticando un calcio tutt'altro che insostenibile. Lo dicono i numeri, lo dicono i giovani lanciati, che un giorno eventualmente sarebbero un assegno in bianco per il club. Lo dice l'indotto che il club stesso dovrà essere bravo a sfruttare. Perché dal maggio 2021 la Roma oltre a un allenatore ha ingaggiato pure un ottimo veicolo promozionale per un club che non sempre è stato sulla breccia mediatica.
Il futuro? Ancora da scrivere. Meglio diffidare da notizie sparate in modo perentorio. A oggi, il destino non si è ancora mostrato in modo definito. Può essere ancora modificato dalle volontà umane. Quelle di Mourinho? Sì. Ma anche, se non soprattutto, da quelle del presidente Friedkin. E a chi ribatte "ma cosa deve fare Friedkin visto che c'è un contratto in essere", ci siamo stancati di rispondere.
In the box- @augustociardi75

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