Le verità nascoste

La penna degli Altri
totti ranieri
EPOLIS (A. MASU) - Nessun ribaltone. De Rossi sarà anche Capitan Futuro, ma il Capitano, quello che comanda resta Francesco Totti. E le sue parole sono sempre l'esatto termometro dello spogliatoio giallorosso. A Milano rischia di star fuori, il ginocchio è un tormento. Ma la favella non è mai banale. Come quando la palla gravita dalle sue parti in campo. Fuori dal cerchio, Francesco Totti.
MA FRANCESCO TOTTI è la Roma. Una cosa sola. Bolla come spazzatura le voci di screzi con De Rossi e parla dell'addio di Spalletti.
«Non riusciva più a farsi capire da noi, ormai qualche problema col gruppo c'era, le sue dimissioni erano inevitabili. Visti i risultati ottenuti con Ranieri direi che ne è valsa la pena». Spalletti riceve il messaggio, ma non risponde. Anche perché se la frattura tra allenatore e società era netta e risaliva a due stagioni fa, quella con la squadra era solo un essersi dato tutto e aver esaurito le motivazioni. Perché il giorno dell'addio, tutta la squadra ha salutato la guida che aveva ottenuto risultati da applausi con le lacrime agli occhi. Mancanza di stimoli, non di rapporti umani. Anche se a Totti, magari, certe sferzate del toscano non andavano più: «Io so' permaloso, un po' mi davano fastidio. Lui era uno di quelli convinti che io abbia davvero bisogno di essere spronato». Eppure anche Ranieri ha esordito con una battuta, chiedendo a Totti di cambiare un modo di giocare che ormai conoscono anche i sassi. Ma il numero 10, qui, strizza l'occhio al suo concittadino: «Lì per lì ci sono rimasto male, poi ci siamo parlati e mi ha spiegato il senso di quella frase: vuole solo che invece di andare sempre incontro ai centrocampisti a volte cerchi la profondità. Ma per il resto mi ha detto di fare quello che voglio in campo. Lui è romano, con le battute ci capiamo, non ci saranno mai problemi tra di noi». Problemi risolti con la Sud («Per me l'episodio della maglia restituita è dimenticato. Però mi è sembrata una grave mancanza di rispetto»), ora il Capitano vira la barra a dritta e punta il suo nuovo obiettivo. Magari parrà una spacconata, ma Totti sogna Piola e i suoi 274 gol. Considerato che lui sta ancora a 184, 90 più giù, parrebbe fantascienza: «Embè? Gioco altri cinque anni, ce la posso fa'. Così qualcuno s'ammazza».
Perché Totti non è scienza, ma fantascienza. E con quei piedi, anche da fermo, continua a fare quel che vuole. E quel che sogna la Roma.

APPENA ARRIVATO

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