Seguendo Dzeko

In The Box
giovedì, 24 giugno 2021 alle 11:31
dzeko in the box
LR24 (AUGUSTO CIARDI ) - Se ci bassissimo sugli indizi social, oltre che su validi riferimenti logici, l'argomento Edin Dzeko verrebbe archiviato con una frase. Dzeko resta perché fra big si fiutano e con Mourinho basta una telefonata o un semplice scambio di sguardi (al massimo una chiacchierata lontana da occhi indiscreti). Dzeko resta perché nella bio Instagram tiene bene in vista Captain of AS Roma con tanto di storia aggiornata in cui gli sale in groppa Mkhitaryan perché l'attaccante ha condiviso a sua volta una storia della sua agenzia. Logica.
La Roma ha bisogno di un grande attaccante e l'attaccante ce l'ha già in casa, forte, esperto, stesso pedigree del suo nuovo allenatore, categoria vincenti. Fascia o non fascia. Poi però uno pensa alla carta di identità. Pensa al rapporto ultra quinquennale fra Dzeko e la Roma, fatto di montagne russe, litigarello, spesso con la valigia sull'uscio che sembrava quella di un lungo viaggio, mai consumato: Dzeko e il Chelsea, Dzeko e l'Inter e la Juventus, fra tribune al Bentegodi e vigilie di Genova agitatissime in attesa di fatidiche telefonate per portarlo a Londra. Sei lunghi anni, fatti di gol, pause, trattative e super rinnovi.
Dzeko comunque finisca questa estate, rimarrà uno dei calciatori più importanti della storia della Roma. Arrivato a ventinove anni (il vero capolavoro di Sabatini per rapporto qualità-prezzo-durata, superiore a Alisson, Salah e compagnia considerando proprio la durata del soggiorno), ora ne ha trentacinque, che saranno trentasei alla chiusura della prossima stagione. Ingaggio notevolmente pesante. Futuro da scrivere, chissà se altrove. Qualsiasi società al mondo non si strapperebbe i capelli se il rapporto finisse per i motivi citati. E allora ipotizziamo che parta, ipotesi tutt'altro che scontata.
La Roma in organico ha Borja Mayoral, reduce da una stagione che ha fatto dimenticare quelle pseudo punte di scorta arrivate nelle stagioni precedenti (chi ha detto Kalinic?). Non esattamente il nuovo Hugo Sanchez ma un attaccante che ha dimostrato di poterci stare in una rosa ambiziosa. Ma se partisse Dzeko, sarebbe lecito aspettarsi un nove di caratura superiore. Superiore per esempio ai nomi che si fanno per rafforzare l'attacco in caso di permanenza del bosniaco. Si parla tanto di Belotti. E si ribadisce sempre che esiste una trattativa reale per lui, che la Roma non smentisce. Il che parrebbe strano visto che si dice allo stesso tempo che la Roma non fa trapelare nulla sul fronte mercato, se non per smentire. Mentre invece per Belotti i "silenzi" del club vengono percepiti come conferme. Vabbè. Costa 34 milioni di euro, questo il prezzo fissato da Cairo a un anno dalla scadenza. 34, non vi presentate con 33 perché il Toro vi respingerebbe. Fantasie estive, spesso tutte mediatiche, feticismo della numerologia. Belotti, bravo attaccante che però, se partisse Dzeko, non rappresenterebbe esattamente la punta a cui affidare la centralità del progetto offensivo. E allora chi?
Se partisse Dzeko (meglio ripetere: ipotesi tutt'altro che scontata) tornerebbe in ballo quasi sempre lo stesso nome, a parte un nugolo di ragazzi molto interessanti che uno alla volta stanno prendendo altre strade (tipo Daka): Mauro Icardi. La Roma smentirà, e ci mancherebbe, ma che intemediari che lavorano per Wanda Nara, e quindi per Icardi, due settimane fa hanno effettuato sondaggi esplorativi in Italia, è facilmente appurabile. Fa parte della consuetudine del mercato. In questa rubrica ne parliamo da metà maggio, sempre ricordando che prima però bisogna sciogliere ufficialmente il nodo Dzeko, il cui ingaggio non è tanto diverso da quello di Icardi (7,5 milioni il bosniaco, poco più di 9 l'argentino), al quale però bisognerebbe fare almeno un quadriennale mentre Dzeko verrà pagato fino al 2022. Considerando anche i 54 milioni spesi dal PSG (che tratterebbe la cessione anche in prestito) un anno fa e che il suo valore attuale di mercato non è inferiore ai 40 milioni. Un investimento notevole, ma eventualmente successivo alla cessione di Dzeko.
Perché è vero che, ce lo ripetiamo di continuo, c'è una lista di esuberi che la metà bastere, ma il futuro dell'attuale centravanti, che resti o parta, comporterà eventualmente l'operazione di mercato più importante della prima Roma di Mourinho. Seguire Dzeko, non soltanto sui social, per capire meglio il mercato della Roma.
In the box - @augustociardi

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