Rimpianti da 5 in pagella

02/08/2020 alle 12:35.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) Leggi i nomi dei calciatori della Roma e non ti dai pace. Hai a che fare tutta la stagione con un allenatore che non ha mai avanzato alibi da dare in pasto come scusa, che ha dimostrato di essere mentalmente elastico e solido per mantenere lucidità, mentre per l’ennesima volta la società faceva di tutto per complicarsi la vita, e ti sale la rabbia.

Perché la Roma, questa Roma, ha chiuso il campionato al quinto posto? La risposta sta nella riprova che quando vai in crisi devi metterti in discussione e non giocare al buttafuori sputando via l’ennesimo dirigente capro espiatorio. Fonseca si è messo in discussione mandando in soffitta le sue convinzioni, e il finale di campionato ha proposto una Roma solida, a tratti bella, capace di vincere quasi tutte le partite nel mese di luglio. Che però sono bastate al massimo per ridurre a undici i punti di distacco rispetto alla quarta in classifica, ma non per competere per l’obiettivo minimo stagionale. E quindi il voto al campionato è pienamente insufficiente. Cinque, con rimpianti che fanno urlare alla luna.

La Roma ha deciso di andare in lockdown a gennaio, buttando due mesi che nel frattempo consentivano ad Atalanta e Lazio di diventare irraggiungibili. Peccato mortale. Una rosa che sa cambiare pelle, che annovera calciatori che farebbero singolarmente le fortune di club importanti, non può permettersi di essere presa a pallonate dal e dal Torino, dal e poi dall’Udinese. Un club che da sempre si definisce ambizioso, non può non rendersi conto che c’è una crisi da affrontare. Ancora una volta ha vinto lo scarso tempismo societario. E per fortuna che in panchina c’è un allenatore capace e non schiavo delle proprie idee, che è la cosa migliore fatta dalla Roma nell’ultimo biennio, oltre all’acquisto di Zaniolo e al rinnovo contrattuale di .

In attesa dell’Europa League, la Roma getta comunque le basi per il futuro. Si riparte da Fonseca e dalla sua intelligenza elastica. Si deve ripartire da Zaniolo e da , da Mkhitaryan, Veretout, Diawara, Mancini, Pellegrini, Ibanez. Si deve ripartire da Smalling, per quanto l’affare sia ogni ora che passa più complicato, mentre il tempo si riduce impietosamente. La Roma targata ancora per pochi mesi, deve cambiare pelle al modo di operare, proprio mentre sta per avvenire il passaggio di consegne societario. Nel momento in cui si sta per certificare la discontinuità in seno al club, è necessaria la continuità tecnica, perché nonostante un bel finale di campionato, la Roma quest’anno si piazza quinta in classifica. Dopo essersi piazzata sesta. Una bestemmia calcistica.

In the box - @augustociardi75