Il pianeta Uefa

12/03/2020 alle 16:46.
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LAROMA24.IT (MIRKO BUSSI) – Cascasse il mondo, si gioca. Quella che sembrava un’iperbole diventa catastrofica realtà nei giorni in cui il paese, il continente e il mondo che abitiamo s’allarmano, e progressivamente posano tutto, per la diffusione del Coronavirus. Vietato, o giù di lì, muoversi, avvicinarsi, sfiorarsi ma che rotoli quel pallone. Balla, calciatore, balla. Puliremo le coscienze saltando il saluto iniziale ma che s’ammassino come devono nei pressi dell’area. E se chiudono gli stadi? Basta non inquadrarli e, semmai, come confessato in telecronaca durante uno degli ottavi a porte chiuse, si aggiungono artificiosamente cori registrati di sottofondo per facilitare l’illusione che tutto sia come sempre. Fino al punto in cui, l’arma di distrazione di massa finisce per puntarsi contro il mirino.

Il contagio spagnolo pare seguire, in differita di qualche settimana, la trama italiana: la comunità di , nello specifico, conta un migliaio di contagi e 30 morti. Tremila tifosi dell’Atletico, dunque presumibilmente da lì provenienti, ieri sfilavano uniti e compatti per le strade di Liverpool prima di ammucchiarsi nel settore ospiti di Anfield e finire l’uno sopra l’altro per l’inevitabile eruzione emotiva di una rimonta integrale, 0-2/2-3, nei tempi supplementari. Prima del via, colui che sul tema aveva fuso l’applausometro social nei giorni scorsi, Jurgen Klopp, schifato ripudiava le mani dei “fucking idiots” (cit.) che si sporgevano per salutarlo all’ingresso in campo.

 

Ed erano lì per tifarlo, lui come la sua squadra, contraddicendo alle misure di sicurezza previste nel resto del continente. Oggi la Liga, e i suoi piani inferiori, hanno abbassato la serranda per i prossimi due weekend. La Serie A non riaprirà prima del 3 aprile. Il è in quarantena. L’Eurolega di basket s’è arresa, come l’NBA, un armamentario da 9 miliardi di dollari, dopo la positività di Rudy Gobert. Rinviate le spedizioni su Marte al 2022. Forse anche lì sanno del Coronavirus. Non sul pianeta Uefa, che ne parlerà comodamente martedì. Apprezzabile lo slancio ottimistico, se non altro. Tra Italia e Spagna non si può volare, motivo per cui l’organizzazione europea del calcio ha dovuto inghiottire l’impossibilità di far ballare , Getafe, Roma e Siviglia. Ne restano 6 di ottavi, di cui 4 a porte chiuse. Perché intanto Germania e Grecia, oltre alla Premier, hanno scelto di chiudere gli stadi. Ah gioca l’Olympiakos, del presidente Marinakis positivo al Coronavirus. Forse un contagio in diretta sarebbe una manna dal cielo per sponsor e ascolti.

@MirkoBussi - In The Box