Infauste le ali

11/02/2020 alle 13:31.
8310f1e3-3c6f-4cae-9600-41e5fb9c2926

LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Vale tutto. La Roma 2020, odissea nello strazio, dà fiato all'ipercritica, riesuma i coccodrilli scritti a fine agosto, dopo la prima col Genoa. Roma indifendibile perché non sa difendere, terza linea che si taglia con un grissino, terzini come ali, ali come il nulla cosmico. Già, ecco un problema. Storcevamo il naso perché Zaniolo segnava poco. Baratteremmo oggi un nostro inutile crociato pur di vederlo in campo sabato a Bergamo, crocevia dei crocevia. Ma come? La Roma ha mille soluzioni dalla cintola in su. Numericamente. Nei fatti, ci si mette le mani nei capelli. Under, Kluivert, Perotti, in parte Mkhitaryan, che ha l’alibi di avere giocato meno di Pastore (ricordate Pastore?). La Roma ai fianchi di Dzeko ha delle spine nel fianco. E, per paradosso, si aggrappa all’ultimo arrivato, Carles Perez da Barcellona. Perché da un anno e mezzo di Under ci si ricorda un buon derby e il saluto militare al tempo delle tensioni politiche internazionali. Involuzione ingiustificabile. Al netto dei millanta guai fisici, il turco si sta buttando via. Sembra indolente, quasi infastidito, lontano parente del ragazzino terribile che mixava spunti sulla fascia e siluri dalla media distanza. Dodici presenze, due gol. Out Zaniolo, si doveva auto incoronare. Involuto, fa invocare Perez, che ricorda Under della prima stagione.

A sinistra le cose non vanno meglio. Kluivert è rimasto al primo dicembre, quando si pianta a Verona dopo il terzo gol in campionato. Fino ad allora titolare a sorpresa per tre mesi. Complici i guai di Perotti e Mkhitaryan, e la necessità di Fonseca di avere almeno un’ala classica in campo, l’olandese cresceva a vista d’occhio, inquadrato sempre di più tatticamente, con qualche gol in canna. Poi il buio. È tornato a gennaio e sembra il Kluivert della prima stagione, quello che studiava il calcio dei grandi. Rientrato da un mese, derby a parte, ha deluso, in primis ha deluso Fonseca. Perotti fa il Perotti. Sul podio dei romanisti più tecnici, quando non è in infermeria gioca da copione. Numeri da spellarsi le mani, impalpabilità conclamata sotto porta. Per una Roma che ha terribilmente bisogno di alternative ai gol di Dzeko. Mkhitaryan deve stare bene. Lui i gol li sta facendo, in rapporto alle pochissime partite giocate. Ma lui è stato considerato l’ingaggio estivo più importante. L’uomo di raccordo che dialoga nella stessa lingua con Dzeko. Obbligatorio che si prenda la squadra da leader tecnico. La Roma ha un indicibile bisogno dei suoi colpi, dei suoi assist, della sua imprevedibilità di manovra. In generale, la Roma ha bisogno delle sue ali. Il campionato di Zaniolo è finito a metà gennaio. Quello di Under, Kluivert, Perotti e Mkhitaryan deve ancora decollare. Il giovane Perez merita grande attenzione, ma guai a credere che sia lui la salvezza della Roma.

In the box - @augustociardi