Quanto ha perso la Roma a Milano?

In The Box
domenica, 08 dicembre 2019 alle 23:03
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LR24 (AUGUSTO CIARDI ) - Fino alle venti e quarantaquattro di venerdì, tutti con la penna in mano. Chi non aveva la penna era disposto a incidersi un dito per improvvisare l'inchiostro. “te lo prendi un punto a Milano?”, “dimmi dove devo firmare”. Anzi, dopo la notizia pomeridiana sulle defezioni di Pau Lopez e Dzeko, c'era chi avrebbe firmato per una sconfitta onorevole. Poi succede che la Roma in emergenza (per l’ennesima volta) giochi a testa alta in casa della tanto temuta capolista, subendo appena la pressione della squadra di Conte, concedendole due occasioni pericolose, una delle quali regalata da Veretout. Ma, nonostante una partita giocata con personalità e sostanza, pur creando pochissimo in attacco, molti dei tifosi timorosi alla vigilia di affogare nel mare nerazzurro, molti che avrebbero firmato per un pareggio, stanno commentando la trasferta milanese come se Roma fosse uscita dal Meazza con le reni spezzate.
Ma come? Antonio Conte, il sogno primaverile di quasi tutti noi, non era colui che avrebbe rimesso al proprio posto, annichilendola, la Roma, considerata dai molti una squadra da settimo-ottavo posto? Facciamo chiarezza. Nessun carro e nessuno carosello, la Roma non ha vinto alcun trofeo, anzi facesse in fretta, possibilmente, a vincerne uno perché maggio prossimo chiama dodici, che sono gli anni trascorsi dall’ultima vittoria. Ma il catastrofismo reloaded delle ultime ore da cosa deriva? Il pessimismo cosmico successivo alla vittoria della Lazio sulla Juventus a cosa si lega? Alla convinzione che la squadra di Inzaghi sia talmente superiore da rovinare il weekend e deprimere i pensieri sportivi? Il post Inter-Roma somiglia terribilmente al dopo Sampdoria-Roma di cinquanta giorni fa, quando una squadra altrettanto incerottata sfoggiava una prestazione soporifera contro l’allora ultima in classifica.
Forse sarebbe il caso di scindere la res tecnica da quella societaria. Perché se si analizza Inter-Roma, e più in generale il rendimento della squadra e di Fonseca, non si può essere severi. Non dovrebbero esserlo neanche coloro che continuano ad avere pregiudizi nei confronti del tecnico, che lo hanno accolto con scetticismo, bollandolo come inadeguato, e che continuano a giudicarlo guardandolo di traverso. Forse bisognerebbe non farsi condizionare dalle soggettive opinioni, legittime, su proprietà, dirigenza e amministrazione, per essere più sereni e meno prevenuti verso la squadra. La Roma non ha fatto le barricate a Milano, non ha buttato due punti per imperizia, non ha giocato contro l’Inter B, non è stata graziata dalla buona sorte. La Roma è in linea, se non oltre, le previsioni estive. La Roma ha un'identità. E un allenatore che non va capito. Perché chi non lo capisce, non ha voglia di capire.
In the box - @augustociardi

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