Outlet: istruzioni per l'uso

10/09/2019 alle 13:53.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - ; , Barzagli, Godin, Evra; , Matuidi; , Tevez, Mandzukic; . Questa squadra di scarti, fossero tutti i suoi componenti in età consona, contenderebbe lo scudetto alla . Poche balle. Il campionato italiano, eccezioni a parte, guarda da lontano e con invidia i ricchi d’Europa. Imparagonabile alla Premier League, nonostante in modo goffo ci si sforzi di snocciolare cifre legate a un calciomercato che non sarà più quello di un tempo, quando non dovevamo importare big di seconda mano. Da anni le italiane si ingegnano acquistando negli outlet. Il capo firmato della passata stagione, il prodotto di marca fallato sì ma non al punto da apparire non indossabile. Si può fare bella figura anche pescando fra gli scaffali impolverati. La insegna. Lo zoccolo duro della squadra cannibale era formato da parametri zero. Ai tempi di , i Cristiano Ronaldo e i De Ligt a Torino neanche osavano sognarli. Col tempo, il mercato degli esuberi è diventato una tendenza. La Roma non lo scopre oggi. fu pagato quindici milioni ma ha reso come un bomber da sessanta. fino a quando si è retto in piedi ha dato un senso alla fascia destra. , scartato due volte dal Chelsea, dopo la riabilitazione romana si è vendicato diventando Re d’Inghilterra. Eppure, nonostante questi recentissimi esempi dovrebbero quantomeno indurre alla cautela, si percepisce in giro una voglia matta di accendere il fuoco sotto la pentola in cui cuocere il bollito. “Smalling? Farà la fine di Ashley Cole”. “Mkhitaryan? Eterno panchinaro dell’, quando avremo imparato a scrivere correttamente il suo nome, sarà già tornato a Londra”. Si ignorano numeri, si omettono verità, si mistifica la realtà. Si sgranano gli occhi davanti alla prestazione in nazionale dell’armeno, come se non lo si fosse mai visto prima dei gol e degli assist contro la Bosnia. Come se pregi (e qualche difetto) mostrati negli anni di Dortmund, Manchester e Londra fossero oscurati. L’ prende Godin in terza età (uno dei cinque migliori difensori per rendimento degli ultimi dieci anni, sia chiaro) e fa l’affare del secolo. La Roma in extremis si assicura Mkhitaryan, circa trenta partite a stagione nei quattro anni inglesi, e via alla gara dei sospetti. “Sarà rotto? È un piantagrane? È finito?”, “Sì, sì, è finito. Non giocava mai”. Menzogne. Invenzioni. Preconcetti. C’è chi a Smalling avrebbe preferito Ceppitelli. Smalling chi? Diciamolo in modo brutale: quello che in nove anni con lo United ha vinto più di quanto la Roma abbia messo in bacheca in novantadue anni di storia. Ma sai, noi siamo gli eredi di Giulio Cesare e Augusto (voglia matta di andare all’anagrafe e cambiare nome in Pier Maria), in centro fanno la carbonara vecchie maniere e la sera si alza er ponentino (sì, fino a trent’anni fa, please, ora c'è un continuo ristagno di vento, la bafogna, quella che in mare ti affloscia le vele), diamo per scontato che il meglio sia un diritto elargitoci da Giove. Gli esuberi comportano rischi, ovvio. Da qua a sperare negli sfaceli ce ne passa. Gli scarti della Premier League, lo dicono i fatti, possono anche calzarti a pennello e valere quanto un capo all’ultima moda. Tra via Sannio e via Condotti, la giusta via di mezzo si può chiamare Castelromano.

In the box - @augustociardi