Pruzzo: "La mia rovesciata era più difficile"

20/01/2009 alle 12:47.

IL ROMANISTA- Domenica scorsa come il 4 dicembre del 1983, come più di 25 anni fa. Anche allora i romanisti impazzirono per un gol in rovesciata allo scadere. A realizzarlo il bomber per antonomasia, Roberto Pruzzo, che volò in cielo e mise la palla all’angolino dove Tacconi non potè arrivare, anzi per cercare di evitare quel gol si ruppe due dita sul palo. Tacconi, ovvero la Juve, ovvero la partita delle partite. Rovesciata e 2-2 che ammutolì il comunale di Torino. E sempre a Torino, con una rete nello stesso luogo, nella stessa porta, anche se il nome dello stadio è cambiato, ieri è stato Bapstista a farci impazzire di gioia. «Sì, ma il mio gol era più difficile - spiega Pruzzo che quel giorno e quella prodezza le ricorda ancora perfettamente -. Quello del brasiliano è stato un bel gesto tecnico, su un campo in condizioni non ottimali. Un gesto di grande atleticità, ma forse un po’ più facile di quello che feci io. Diciamo che la parte più difficile del suo, quella in cui è stato più bravo, è stato il controllo».

se il nome dello stadio è cambiato, ieri è stato Bapstista a farci impazzire di gioia. «Sì, ma il mio gol era più difficile - spiega Pruzzo  che quel giorno e quella prodezza le ricorda ancora perfettamente -. Quello del

brasiliano è stato un bel gesto tecnico, su un campo in condizioni non ottimali. Un gesto di grande atleticità, ma forse un po’ più facile di quello che feci io. Diciamo che la parte più difficile del suo, quella in cui è

stato più bravo, è stato il controllo».

E il suo alla ? «Credo fosse più difficile, perché la palla arrivava lateralmente, non gli si poteva dare


forza, l’unica possibilità era di piazzarla».

Pensa che anche la rete di Baptista si

ricorderà per tanti anni?

«La mia se la ricordano tutti anche e soprattutto

perché fu realizzata alla .


Tutto il rispetto per il Torino, ma in questo periodo non è una squadra tanto quotata...».

Cosa ne pensa di Baptista?

«Sono stato molto critico nei suoi confronti,

perché da lui mi aspettavo maggiore

continuità. E invece dopo il derby si è eclissato

per un mese e mezzo. Ultimamente ha

tirato fuori delle grandi giocate che hanno

portato tanti punti... Però confermo che mi

aspetto maggiore continuità».

Ancora un gol nel finale per la Roma.

Solo un caso?

«Io penso che le cose non succedano mai

per caso. Se certi episodi si ripetono è segnale

prima di tutto di una buona condizione.

E poi evidentemente c’è la volontà fino

alla fine di essere superiori all’avverario».

Rispetto agli anni scorsi nella Roma

segnano di più gli attaccanti.

«Io credo che sia cambiato molto per l’assenza

di . Lui è uno che oltre a segnare


tanto, è capace di mandare in porta tutti

i compagni. Senza di lui ti devi affidare

maggiormente alla singola giocata, e Vucinic

e Baptista ne stando tirando fuori parecchie

».

A proposito di gesti alla Pruzzo. Lei si

tolse la maglia per festeggiare, Vucinic i

pantaloncini.

«Ribadisco quanto detto allora. Non l’ho

capito, così come non capisco Legrottaglie...

credo che certi sentimenti siano intimi.

E’ una moda. Ognuno è libero di fare

come vuole,